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Donne e crisi tra risparmio e impresa

Impresa e risparmio, sono questi gli strumenti per uscire dalla crisi o quantomeno farvi fronte secondo le donne italiane. Donne e crisi, che si ritrovano senza lavoro, magari subito dopo la prima o la seconda maternità, donne che tengono d’occhio il budget familiare e fanno quadrare i corti, gestendo magari una coperta troppo corta. Donne e crisi economica.

Risparmio
Il centro di ricerca dell’Università Bocconi ha effettuato uno studio dal titolo “Donne che combattono la crisi – La nuova etica dei consumi al femminile in tempi di recessione”. Secondo lo studio le donne gestiscono gli “affari” di casa e famiglia e sono loro ad avere l’ultima parola sull’80% delle spese familiari.
Secondo la ricerca, le donne perseguono il risparmio e gestiscono il patrimonio famigliare pensando principalmente ai figli (45%), segue il timore di perdere il lavoro (35%).
Per risparmiare le donne tagliano le attività ritenute superflue, spesso organizzandosi con il fai da te anche grazie al web, come estetica, abbigliamento e cosmesi. Poi si va a caccia di sconti e offerte, frequentando gli outlet ed eliminando magari i prodotti di marca privilegiando quelli a marchio commerciale proposti dalle catene di supermercati. Infine, come già accennato, si ritorna all’autoproduzione dalla cucina agli ortaggi ai cosmetici fatti in casa.

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Impresa
L’Osservatorio sull’imprenditoria femminile di Unioncamere ha calcolato che in dodici mesi, da marzo 2012 al marzo successivo, le imprese femminili sono arrivate a 1.424.798, pari al 23,5% del totale. Difficile stabilire se si tratti esclusivamente di un segno positivo oppure sia sintomo di un Paese che non sostiene le donne, costrette dunque a sostenersi da sole. Di fronte alle carenze di un sistema economico ancora totalmente men oriented come il nostro, le donne reagiscono sempre più spesso mettendosi in proprio aprendo un negozio, scegliendo la libera professione o addirittura fondando un’azienda.
Sulla base dei dati diffusi da Unioncamere le imprese femminili sembrano andare meglio rispetto alla media nazionale. Nel periodo giugno 2012-giugno 2013, mentre le aziende crescevano complessivamente dello 0,13%, quelle fondate da donne aumentavano di quasi 5.000 unità, con un incremento dello 0,34%. Molte le società concentrate nelle regioni del Sud fondate da donne con un’età inferiore ai 35 anni (12%).

In sostanza le donne stanno in qualche modo mettendo alla prova il loro spirito di adattamento per fronteggiare una situazione economica avversa, mettendo in campo tutte le capacità in loro possesso per migliorare la situazione personale e familiare.

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