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Valutare il Rischio di un ETF

ETF

Gli ETF essendo strumenti finanziari comportano per definizione dei rischi è quindi bene essere consapevoli che come gli altri strumenti di investimento vanno valutati proprio perché ogni investimento comporta dei rischi. MoneyFarm crede molto nelle virtù degli ETF in quanto strumenti efficaci ed economici che consentono una diversificazione eccezionale anche per investitori retail.

Per valutare il rischio di un ETF è bene partire dalla sua definizione: l’ETF è uno strumento deputato a riprodurre l’andamento di un indice o di un paniere di titoli, il primo rischio a cui si è esposti è quindi quello del sottostante: se abbiamo un ETF azionario, siamo esposti a tutti i rischi a cui sono esposte le azioni del paniere, oltre al rischio di valuta.

Inoltre nella scelta degli ETF bisogna prestare attenzione al benchmark di riferimento: ad esempio su Borsa Italiana si possono trovare molti ETF sui corporate bond europei, ma gli indici di riferimento cambiano anche se riguardano lo stesso mercato. Indici diversi presentano ad esempio diverse concentrazioni di titoli: è possibile che un indice molto concentrato sia più volatile data la maggiore esposizione a rischi idiosincratici. Oppure due indici azionari possono avere profili di rischio diversi per via del modo in cui vengono pesati i settori.

Gli ETF hanno anche un rischio di liquidità, che è insito nello strumento stesso, ma determinato anche dal market maker e dal sottostante. Prima di selezionare un ETF, è importante controllare il numero di contratti giornalieri e mensili scambiati sul mercato di riferimento e la presenza di market maker che garantiscano la liquidità dello strumento.

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Un concetto molto importante da tenere in mente in tema di ETF è il metodo di replica. Tre sono i metodi principali che vengono utilizzati per replicare un indice: fisico, statistico e sintetico. Nella replica fisica, l’ETF contiene tutti i titoli dell’indice sottostante in uguale proporzione. Nel metodo statistico, l’ETF compra un campione di titoli del benchmark che si stima abbiano un andamento analogo a quello dell’indice più ampio: questo metodo può presentare degli errori qualora l’algoritmo di campionamento non sia ben calibrato.

Infine, nel metodo di replica sintetico,la replica dell’indice viene fatta aprendo con una controparte un contratto derivato che restituisce all’ETF l’andamento dell’indice: in questo caso bisogna porre attenzione sia sulla controparte sia sul collaterale del derivato. Valutare che la controparte non presenti seri rischi di credito. Per quel che riguarda il collaterale, bisognerebbe sempre scegliere dei basket con titoli di qualità, e non troppo concentrati.

Naturalmente analizzare tutti questi aspetti oltre all’analisi finanziaria ed economica è molto dispendioso in termini di tempo e soprattutto richiede un’elevata professionalità ed esperienza, cose che MoneyFarm mette a disposizione dei suoi clienti.

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