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La fiscalità degli ETF

Fiscalità degli ETF

 

La fiscalità degli Exchange Traded Funds (ETFs), strumenti finanziari a gestione passiva ottimi per la gestione del risparmio grazie ai loro bassi costi di gestione e liquidità, è molto peculiare. In questo articolo cerchiamo dunque di fare una veloce panoramica del regime fiscale degli ETF.

Gli ETF presentano la stessa tassazione fiscale a cui sono sottoposti tutti gli Organismi d’Investimento Collettivo del Risparmio (OICR), tassazione ben diversa rispetto a quella applicata alle normali transazioni azionarie. Gli ETF sono soggetti a ben 2 aliquote fiscali applicate rispettivamente ai redditi da capitale e ai redditi diversi. Data la loro negoziazione continua in Borsa la quale causa una naturale divergenza tra il prezzo di negoziazione dello strumento e il suo NAV (valore reale giornaliero di ogni singola quota, determinato dividendo il valore totale del patrimonio netto dell’ETF per il numero totale di azioni in circolazione al netto di commissioni e spese), è stato necessario suddividere i proventi derivanti dalla loro compravendita nelle due tipologie di reddito:

– Redditi da capitale: derivanti dall’incremento del NAV (Delta NAV) e dagli eventuali dividendi percepiti

Delta NAV= NAVv-NAVa      dove NAVv=NAV al giorno di vendita  e NAVa=NAV al giorno di acquisto

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– Redditi diversi: derivanti da eventuali plusvalenze/minusvalenze ottenute dalla differenza tra i prezzi di compravendita dell’ETF e il NAV delle quote. Tali redditi si ottengono dunque sottraendo alla differenza tra prezzo di vendita e di acquisto degli ETF il delta NAV. Nel caso la posizione sia formata da molteplici acquisti il prezzo P  è calcolato come prezzo medio ponderato per le rispettive quantità.

Reddito diverso= (Pv-Pa)-(NAVv-NAVa)     dove Pa= prezzo d’acquisto e Pv=prezzo di vendita

Una volta calcolate le due tipologie di reddito, sarà necessario applicare la giusta aliquota d’imposta. Nel caso di ETF armonizzati ossia di tutti gli ETF quotati sulla Borsa Italiana e la maggior parte di quelli quotati nell’area Euro, l’aliquota applicata è pari al 20%. Tale regola non si applica però ai redditi derivanti dagli investimenti in titoli pubblici italiani ed equiparati e derivanti da titoli pubblici di Stati esteri appartenenti alla cosiddetta “White List”. Ad essi viene al contrario applicata un’aliquota pari al 12.5%.

E’ utile sottolineare che la normativa fiscale consente di compensare redditi diversi con redditi diversi mentre non consente di compensare redditi diversi con redditi di capitale per cui non è possibile la compensazione delle perdite pregresse (minusvalenze) su azioni con i redditi da capitale appena realizzati con gli ETF.

In conclusione è da notare che qualora l’investitore effettuasse operazioni di trading nell’arco di una giornata, non risulterebbe particolarmente svantaggiato: in questo caso l’investitore avrà un delta NAV pari a zero visto che il NAV rimarrà fisso per l’intero arco della giornata. Gli unici proventi da considerare  saranno quelli derivanti dai redditi diversi, comunque compensabili con eventuali minusvalenze.

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