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ETF… questo sconosciuto

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Se andassimo per le strade a chiedere ai passanti cos’è un ETF siamo sicuri che lo spaesamento sarebbe la reazione più diffusa. E nulla da biasimare, data la quasi totale assenza in Italia di un’educazione finanziaria e la complessità di una materia oggettivamente non facile da digerire.

A livello globale le cose vanno un pò meglio e alla parola ETF corrispondono riferimenti quali: investimento, fondo a gestione passiva, strumento finanziario diffuso etc.

L’ETF è una particolare tipologia di fondo d’investimento, a gestione passiva, negoziato in Borsa come un comune titolo azionario ma che, a differenza dei fondi tradizionali, persegue l’obiettivo di replicare la performance di un indice e non di superarla.

In sostanza si potrebbe immaginare un ETF come un contenitore composto dagli stessi titoli presenti negli indici quali lo Standard & Poor’s, il Nasdaq, il Ftse Mib etc.

Due le conseguenze importanti.

Primo, il fatto che gli ETF replichino (e non superino) la performance degli indici implica una ridotta operatività, quindi una gestione più semplice e meno costosa.

Secondo, per replicare un indice gli ETF devono comprare un elevato numero di titoli, pertanto diversificando l’investimento riducono i rischi correlati.

Semplici

Attualmente gli ETF quotati sulla Borsa Italiana sono circa 800 e permettono di operare su di un’ampia scelta di strumenti, azionari ed obbligazionari, relativi a diverse aree geografiche. L’ETF, proprio perché non prevede aste ma una semplice negoziazione, consente di prendere posizione immediatamente su un indice azionario o obbligazionario. Basterà svolgere una semplice operazione di acquisto al pari di quanto avviene per le azioni.

Funzionali

L’investimento in ETF si presta bene anche all’utilizzo da parte del piccolo risparmiatore, dal momento che il lotto minimo di negoziazione è pari a 1 azione/quota di ETF. Pertanto si può avere accesso al mercato anche con un piccolo investimento creando, mattoncino dopo mattoncino, un portafoglio personalizzato adatto alle proprie esigenze e aspettative.

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Convenienti

Per quanto concerne i costi di negoziazione sono sostanzialmente gli stessi previsti per le azioni.

Ogni ETF ha delle Commissioni Totali Annue (TER), le quali:

  • possono variare di anno in anno (ma che in genere non superano lo 0,90% annuo)
  • sono pagate in proporzione al periodo di detenzione dell’ETF
  • sono trattenute ogni giorno, per la quota parte di competenza, dal gestore dell’ETF (in ogni caso i prezzi di acquisto e di vendita sono già al netto delle spese)

A differenza dei fondi comuni, non è prevista nessuna commissione di “Entrata”, di “Uscita” e di “Performance”.

Altro aspetto importante, gli ETF  si  comprano e vendono facilmente durante il normale orario di apertura della Borsa. Nel caso in cui l’ETF abbia come benchmark un indice statunitense si è esposti al cambio Euro/Dollaro pertanto al momento della liquidazione sarà opportuno tener conto di tale aspetto.

Prudenti

Come già anticipato, gli ETF non cercano di “battere il mercato”, ossia di ottenere performance migliori dell’indice sottostante ma si limitano a replicarlo e per questo sono meno rischiosi rispetto ad altre forme d’investimento.

Gli ETF non sono esposti al rischio di insolvenza (infatti non richiedono un rating) poiché hanno un patrimonio separato rispetto alle società emittenti, cosi come a quelle che si occupano della loro gestione e/o amministrazione. Quindi anche qualora tali società risultassero insolventi gli ETF sarebbero sempre e comunque al sicuro.

Trasparenti

I costi di gestione (TER) sono chiaramente indicati nel prospetto informativo e sono facilmente reperibili sui siti finanziari specializzati come ad esempio quello di Borsa Italiana.

Ancora dubbi?

Per chi avesse ancora dubbi sulla validità degli ETF è utile ricordare che i maggiori utilizzatori sono gli investitori istituzionali, proprio per la trasparenza ed efficienza di tali strumenti. Solo tra il 2008 e il 2013 si è assistito ad un incremento della diffusione del 78% e anche per il 2014 il trend registrato ad oggi appare positivo.

Ai risparmiatori scettici consigliamo di provare gratis MoneyFarm per testare concretamente i vantaggi derivanti da un investimento in ETF.

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