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Costi e regime fiscale degli ETF

ETF

I costi ridotti degli ETF e le rispettive aliquote fiscali: vantaggi e aspetti da tenere in considerazione.

In tempi in cui la tassazione delle rendite finanziare incide notevolmente sulle performance degli investimenti, sapersi destreggiare tra voci di costo e regime fiscale, diventa determinate per la scelta della soluzione finanziaria migliore.

Gli ETF, al riguardo, rappresentano un’alternativa ideale, flessibile, trasparente e soprattutto più economica rispetto ai fondi comuni d’investimento gestiti attivamente.

L’indicatore utilizzato nell’ambito del risparmio gestito per la valutazione dei costi complessivi annui è il TER che include le fee di gestione più altre spese di tipo marginale:costi amministrativi, di custodia, di revisione, le spese legali e di registrazione.

L’ammontare del TER, dipende dall’indice che il fondo replica, dalla struttura dell’ETF e dalla politica di prezzo attuata dall’emittente. Per questo gli ETF di emittenti diverse (pur avendo da replicare lo stesso indice) possono avere costi significativamente diversi. In genere il costo medio in Europa annuo è dello 0,35% (0,17 % in media per gli ETF obbligazionari e lo 0,40% medio per quelli azionari).

Dal punto di vista fiscale gli ETF presentano la stessa tassazione a cui sono sottoposti tutti gli Organismi d’Investimento Collettivo del Risparmio (OICR).

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Sono soggetti a 2 aliquote fiscali, applicate rispettivamente ai redditi da capitale e ai redditi diversi. Data la loro continua negoziazione in borsa, che comporta una normale discrepanza tra il prezzo dello strumento ed il suo Net Asset Value (NAV), è stato necessario suddividere i guadagni derivanti dalla loro compravendita di ETF in due tipologie di reddito:

  • redditi da capitale: ottenuti dall’incremento di valore attuale netto delle quote e dagli eventuali dividendi percepiti.
  • redditi diversi: ottenuti dalle plusvalenze o minusvalenze derivanti dalla differenza tra i prezzi di compravendita dell’ETF ed il Nav delle quote.

Una volta calcolate le due tipologie di reddito, sarà necessario applicare la giusta aliquota d’imposta di riferimento.

Nel caso di ETF armonizzati ossia di tutti gli ETF quotati sulla Borsa Italiana e la maggior parte di quelli quotati nell’area Euro, l’aliquota applicata è pari al 26%.

Unica eccezione sono i redditi derivanti dagli investimenti in titoli pubblici italiani ed equiparati e derivanti da titoli pubblici di Stati esteri appartenenti alla cosiddetta “White List”. Dunque a tutti i titoli di Stato (italiani ed esteri) purché appartenenti alla “White list”, viene applicata un’aliquota pari al 12.5%.

Maggiori informazioni relative alla tassazione degli ETF a seguito del decreto legislativo n. 44 del 4 marzo 2014, possono essere reperite a questa pagina

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