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Come confrontare un Fondo di Investimento ed un ETF

ETF

Il confronto tra un fondo comune di investimento e un ETF (che replica l’indice benchmark di riferimento del fondo) è di fatto una valutazione sulla qualità della gestione attiva del gestore del fondo.

Pur essendo due strumenti di investimento simili, ma non uguali, il confronto tra un fondo di investimento e un ETF, se entrambi investono sulla stessa asset class, è logicamente un confronto corretto ed è un confronto che aiuta l’investitore a capire se le commissioni pagate al gestore sono soldi ben spesi o soldi spesi meno bene.

Il confronto si basa naturalmente sui rendimenti e sui costi. In finanza e sui mercati una delle poche certezze è che i costi sono certi mentre i rendimenti no.

Il confronto tra il rendimento di un fondo e del “corrispettivo” ETF va valutato su un orizzonte temporale di almeno 3 anni, questo serve a capire se la gestione attiva del fondo effettivamente crea valore per il cliente a fronte di commissioni ben più elevate di un ETF. Statisticamente, su un orizzonte temporale di almeno 3 anni, l’86% dei fondi attivi non batte il benchmark e quindi fa peggio del corrispettivo ETF. Esiste comunque la possibilità di selezionare quel gestore (o poco più) su 10 gestori che generi un rendimento migliore di un ETF, nel 90% dei casi a fronte di costi molto superiori si farà peggio dell’ETF.

Altro elemento di confronto è la liquidabilità dei due investimenti: gli ETF sono strumenti quotati in borsa e sono liquidabili in un click mentre i fondi sono un po’ più macchinosi da disinvestire.

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In ultimo i costi: il costo medio di un ETF è lo 0.25%, mentre il costo di gestione medio di un fondo è di 1.8%, senza considerare eventuali commissioni legate alle performance (molto importante valutare come sono calcolate), che incentivano il gestore a prendere eccessivi rischi con la benevola complicità dell’investitore che è contento di dividere i guadagni futuri senza aver riflettuto sul fatto che il gestore da un lato è incentivato a rischiare maggiormente i risparmi dei suoi clienti nell’ottica di un maggior guadagno e dall’altro non ha alcun rischio in caso di perdite.

In sintesi, esistono dei fondi di investimento che sono in grado di genere quel famoso alfa (sempre che esista), ma è difficilissimo individuarli ed è ancor più difficile che la loro capacità sia costante e consistente nel tempo; 9 volte su 10 si finisce per investire i propri soldi con chi fa peggio di un ETF ad un costo 7 volte maggiore.

Naturalmente questo costo maggiore non viene pagato al gestore, bensì è un costo di struttura e di filiera che remunera Promotori, Sales, Banche, Filiali (l’importante non è cosa vendi, ma come lo vendi e in quanti lo vendono).

Di fronte ad una lotteria che  costa 7 volte un investimento in ETF  è certamente meglio pagare 7 volte meno e partire con un investimento pari a 99.75 anziché 98.2. Ogni euro risparmiato (in questo caso 1,55 euro) è un euro investito!

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