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È il momento per riscoprire i mercati emergenti?

Il 2016 è stato un anno interessante per i mercati emergenti, che con l’anno nuovo non hanno smesso di essere al centro dell’attenzione. La loro performance nell’ultimo periodo è stata molto legata alle sorti del petrolio, e la forte correlazione con l’oro nero, dati i recenti sviluppi dell’OPEC, potrebbe rivelarsi positiva. Ma la presidenza Trump potrebbe complicare tutto ciò. Concentriamo quindi la nostra attenzione sui mercati azionari emergenti.

Cosa sono i mercati azionari emergenti?

A questi mercati sono stati affibbiati molti nomi nel corso degli anni, come “economie in via di sviluppo” o “economie sotto sviluppate”. Ma forse l’inserimento della parola “emergenti” riflette meglio delle altre le possibilità di crescita insita a tale asset class. Un mercato viene definito emergente in base al reddito medio pro capite del paese di riferimento, oltre che al livello di sviluppo economico ed istituzionale.

Per un investitore possedere l’asset class “mercati emergenti” significa effettivamente possedere strumenti finanziari legati a diversi paesi. Nello specifico i maggiori rappresentanti del mondo emergente sono Cina, Sud Korea, Taiwan, India e Brasile.

Opportunità d’ investimento nei mercati emergenti

Sono tre i principali motivi per cui investire nel comparto azionario dei mercati emergenti potrebbe essere una scelta vincente:

  1. Hanno il potenziale per crescere più velocemente rispetto ai paesi sviluppati, ed in questo contesto possono portare a migliori rendimenti azionari.
  2. Sono meno costosi (in relazione ai fondamentali) delle azioni dei paesi sviluppati, probabilmente anche a causa di un maggiore livello di rischio. Tuttavia con la crescita dei paesi e delle loro imprese, aumenta anche il potenziale per questi strumenti di essere scambiati con valutazioni maggiori.
  3. Questi genere di mercati sono meno seguiti dagli analisti rispetto alle economie sviluppate, dando maggior chance di trovare qualche diamante nascosto agli investitori.

Non mancano di certo alcune critiche ai punti appena menzionati. Per primo, la correlazione tra crescita del PIL e ritorni assoluti di questa asset class non è così ben definito. Questo riflette in parte le valutazioni iniziali e le aspettative (argomento particolarmente valido per il mercato domestico Cinese). Secondo, l’assunzione che i paesi e le loro imprese miglioreranno non ha sempre dato l’esito sperato.

Recente performance dei mercati emergenti

Negli scorsi 5 anni, il comparto azionario emergente ha deluso rispetto alla controparte sviluppata. Secondo i dati Bloomberg, tra la fine del 2011 alla fine del 2016, l’indice MSCI World Equities ha reso il 108%, mentre lo MSCI Emerging Market Equities solamente il 33% (entrambe le performance sono espresse in Euro).

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Ci sono alcune cose da puntualizzare per spiegare questa forte differenza. Il primo grafico qui sotto mostra l’evoluzione temporale degli utili futuri attesi per l’azionario emergente e sviluppato. Si può certamente notare come i mercati azionari emergenti abbiano avuto una tendenza al ribasso durante gli anni. Utili deboli possono in parte spiegare la sostanziale differenza di rendimento evidenziata precedentemente.

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Le valutazioni sono un altro punto da osservare con attenzione. Il grafico di seguito mostra il valore del rapporto Prezzi/Utili Attesi (forward P/E), una misura piuttosto comune in ambito finanziario, sia per i mercati azionari emergenti che quelli sviluppati. Per entrambe le asset class vediamo come il rapporto sia aumentato, ma in modo meno pronunciato per gli emergenti. Si potrebbe contestare il fatto che questo genere di indicatori riflettono la “sicurezza” che gli investitori ripongono nelle asset class, e questo grafico potrebbe suggerire che gli investitori sono maggiormente scettici nei confronti dei mercati emergenti.

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Quali sono i rischi principali?

Il rischio maggiore per i mercati emergenti sono ben chiari. La Cina è il maggiore fattore che fa muovere sia l’asset class emergente che la crescita globale. I policy makers in questo caso si trovano di fronte a delle sfide complesse a causa dall’enorme grado di debito in certe parti dell’economia. Inoltre, alcune delle retoriche di Trump nella sua corsa alla presidenza, soprattutto in materia di scambi internazionali, hanno accresciuto le preoccupazioni per i mercati orientati all’export. Se il mondo dovesse crescere con maggiore forza, i mercati emergenti sarebbero certamente i primi a beneficiarne. Tuttavia, le mosse del nuovo establishment politico in ambito import-export saranno la vera chiave per il loro futuro.

Il futuro dei mercati emergenti

Abbiamo visto come i mercati azionari emergenti abbiano sottoperformato contro l’universo equity globale negli scorsi 5 anni, e probabilmente per buone ragioni. Tuttavia, forse, le cose stanno iniziando a migliorare. Gli utili attesi sono migliorati per gli emergenti nell’ultimo anno (contrariamente ai precedenti 5), il che suggerisce che forse gli investitori vedono con maggior favore questa asset class. I mercati emergenti sono maggiormente sottovalutati rispetto all’azionario globale, anche se non rispetto alla loro storia passata (lo stesso discorso però vale anche per l’equity sviluppato). I mercati azionari emergenti potrebbero essere un investimento di buon valore per coloro che sono preparati a gestirne il rischio.

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