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MiFID II è un’occasione da non sprecare

LucaDixit_template

Venerdì scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato definitivamente il decreto legislativo che recepisce la direttiva europea Mifid II all’interno dell’ordinamento italiano. La norma dovrebbe essere salutata con sollievo da tutti i risparmiatori e da tutti coloro che, come Moneyfarm, hanno da sempre creduto nel valore consulenza indipendente – ovvero la consulenza retribuita direttamente dagli investitori e non indirettamente dai produttori degli strumenti che vengono suggeriti a questi ultimi.

L’introduzione della Mifid II, da lungo attesa, offre un importante spunto per l’industria del risparmio per riformare la propria offerta. Consci dei limiti della riforma (la cui attuazione sarà poi da verificare nelle modalità), non possiamo che essere felici del fatto che finalmente vengano offerti agli investitori alcuni strumenti fondamentali per orientarsi nell’offerta dei prodotti finanziari. Le necessità del risparmiatore, per troppo temposono state infatti messe in secondo piano rispetto alla necessità commerciali dell’industria e ogni inversione di tendenza in questo senso non potrà che portare benefici al mercato.

Alcune delle novità della Mifid II

Con l’introduzione della Mifid II si aumentano le garanzie in favore degli investitori e gli obblighi informativi in capo a produttori e intermediari. Per citare alcune novità fra tutte, si impone finalmente la trasparenza sui costi dei prodotti, che dovranno essere resi espliciti in tutte le loro componenti. Viene inoltre introdotta la product governance che imporrà a produttori e distributori l’obbligo di prendere nuovi accorgimenti attivi per offrire ai clienti il prodotto più adeguato. L’esperienza di Moneyfarm come gestore digitale, iniziata nel 2012, ci suggerisce che nel contesto italiano – caratterizzato purtroppo da un livello di educazione finanziaria ancora troppo basso – le novità introdotte dalla Mifid saranno fondamentali per offrire agli investitori tutte le garanzie che spesso sono state negate, come testimoniano i tanti casi di risparmio tradito tristemente venuti alla luce negli ultimi mesi.

La nuova norma, inoltre, riconosce il valore della consulenza indipendente delineandone i confini e stabilendo un principio di chiarezza nei confronti dell’investitore, che finalmente avrà il diritto di essere informato riguardo alle caratteristiche del servizio che gli verrà proposto. Speriamo che questa possa essere un’occasione per l’industria per affrancarsi finalmente dal conflitto di interesse, caratteristica peculiare del nostro Paese, che ci allontana dagli standard di trasparenza e apertura che sono tipici di altri mercati europei.

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Il rischio sempre in agguato

Certamente, l’articolato resta perfettibile e presenta ancora dei punti deboli, come le concessioni fatte alla distribuzione tradizionale che si vede garantito il monopolio (almeno così sembra, per il momento) dell’offerta fuori sede. Non ci aspettiamo, ovviamente, che la Mifid II sia la soluzione definitiva al conflitto di interesse, ma speriamo che aumentando l’accesso alle informazioni per gli investitori, si crei quel circolo virtuoso che incentivi parte dell’industria del risparmio a porsi il problema di scegliere tra la salvaguardia del proprio modello di business e le esigenze dei risparmiatori. In molti casi, purtroppo ancora troppi, questi due interessi sono in conflitto.

Siamo convinti che, se questa occasione verrà sfruttata, a guadagnare sarà la qualità del servizio offerto agli investitori. Il caso della normativa Rdr nel Regno Unito, che ha contribuito a escludere dal mercato alcune delle soluzioni meno efficienti per gli investitori, ci incoraggia a pensare che le buone riforme possano avere la capacità di avere un impatto profondo e positivo.

Da parte nostra, dalla parte cioè di chi prova ha fare della trasparenza la propria bandiera, siamo speranzosi che l’aumento dell’offerta di consulenza indipendente possa accrescere l’interesse per questo tipo di servizio. Cogliamo l’occasione per ribadire la nostra convinzione sui benefici che questo modello garantisce ai risparmiatori. Pensiamo che la consulenza indipendente, interpretata in maniera estensiva garantendo all’investitore tutti gli strumenti e le informazioni che lo possono aiutare a comprendere l’operato del gestore, rappresenti il migliore antidoto contro la proliferazione di soluzioni di mercato inefficienti, prodotti complessi e comportamenti ai limiti dell’illecito da parte di alcuni intemrediari.

Speriamo quindi che la Mifid II rappresenti un’opportunità per aprire una nuova fase che consegni al passato il conflitto di interesse. Perché ciò accada è necessario che le sue prescrizioni, soprattutto quelle che riguardano l’informazione dei risparmiatori, non vengano aggirate in fase di attuazione attraverso la solita tecnica delle interpretazioni omissive o strategiche.

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