Utili in forte crescita? Tra ottimismo e valutazioni elevate

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Con l’avvio della stagione delle trimestrali negli Stati Uniti, in cui le società iniziano a pubblicare i risultati del quarto trimestre 2025, vale la pena soffermarsi su ciò che gli analisti si aspettano in termini di crescita degli utili per il 2026. Gli utili non sono tutto, ma rappresentano un indicatore chiave utile per chi investe. Osservare come queste stime evolvono nel corso dell’anno ci aiuta a comprendere i cambiamenti nella redditività delle imprese e, più in generale, nel contesto macroeconomico.

Partiamo da uno sguardo al 2025. Il grafico sottostante mostra l’andamento delle aspettative di crescita degli utili per il 2025 negli Stati Uniti, nei Mercati Emergenti e in Europa (escluso il Regno Unito). Per Stati Uniti e Mercati Emergenti, le attese erano piuttosto elevate a inizio anno, con gli analisti che prevedevano una crescita a doppia cifra. Nel corso della parte centrale dell’anno, queste stime sono state riviste al ribasso, mentre gli analisti cercavano di incorporare l’impatto della guerra dei dazi aperta dal presidente americano Donald Trump a marzo.

Successivamente, con l’attenuarsi dei timori di una recessione indotta dai dazi, le aspettative sugli utili hanno ricominciato a salire, chiudendo l’anno su livelli complessivamente soddisfacenti. Il quadro europeo è stato più eterogeneo, con revisioni al ribasso degli utili durante tutto l’anno, nonostante la buona performance delle azioni europee.

Passando al 2026, il grafico seguente mostra gli stessi dati, ma riferiti alle previsioni di utili per l’anno in corso. Anche in questo caso, l’anno si apre con aspettative di crescita solide, in particolare nei Mercati Emergenti. Le stime per l’Europa restano più contenute, ma gli analisti prevedono comunque una crescita degli utili a doppia cifra in tutte e tre le aree: uno scenario decisamente ottimistico.

Sovrapponendo a questo quadro le valutazioni di partenza, emerge come gli investitori stiano adottando una visione fiduciosa. Il grafico seguente mostra l’andamento storico del rapporto prezzo/utili prospettico (forward P/E) per Stati Uniti, Mercati Emergenti ed Europa escluso il Regno Unito. Come già evidenziato in passato, le valutazioni negli Stati Uniti sono vicine ai massimi recenti. Nei Mercati Emergenti e in Europa le valutazioni sono aumentate negli ultimi tre anni, ma restano al di sotto dei picchi del 2020/2021 e continuano a presentare uno sconto significativo rispetto agli Stati Uniti.

Come interpretare questo ottimismo? Le letture possibili sono sostanzialmente due. Da un lato, una forte crescita degli utili, se effettivamente realizzata, dovrebbe sostenere la performance dei mercati azionari. Non è una relazione automatica (nel 2025 l’Europa ha registrato buoni risultati nonostante il calo delle aspettative sugli utili) ma, in linea generale, un contesto di utili in crescita tende a essere favorevole ai mercati finanziari.

Dall’altro lato, le aspettative sugli utili sono già elevate, come riflesso sia nelle previsioni sia, in parte, nelle valutazioni di partenza. Secondo questa impostazione, livelli di attesa così alti aumentano il rischio di delusioni in futuro.

Qual è quindi la nostra conclusione? Nel complesso manteniamo un atteggiamento costruttivo. Siamo consapevoli delle elevate aspettative iniziali e delle valutazioni superiori alle medie di lungo periodo, elementi che ci hanno portato a non aumentare l’esposizione azionaria negli ultimi mesi. Tuttavia, riteniamo che oggi il contesto macroeconomico appaia complessivamente solido. Tassi di policy più bassi, una maggiore spesa fiscale e il continuo impulso derivante dagli investimenti in Intelligenza Artificiale dovrebbero fornire un supporto significativo.

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*Investire in strumenti finanziari comporta rischi inerenti, tra cui perdita di capitale, fluttuazioni del mercato e rischio di liquidità. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. È importante considerare la tua tolleranza al rischio e gli obiettivi d’investimento prima di procedere.