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Stress Test e AQR della Bce: bocciate 25 banche su 130

Bce

Dopo un anno di lavoro da parte di migliaia di contabili e milioni di euro di spesi, domenica 26 ottobre sono stati annunciati gli esiti dello stress-test e della Asset Quality Review (AQR) condotti dalla Bce.

Delle 130 banche analizzate, 25, di cui 9 italiane, non hanno superato l’esame.

La Bce stima che le banche abbiamo sovrastimato i loro attivi di bilancio per 48 miliardi di euro e che siano necessari altri 24,6 miliardi di capitale. Tuttavia, se si tiene conto degli aumenti di capitale già avvenuti durante l’anno quest’ultimo numero si riduce a “soli” 9,5 miliardi di euro e il numero delle banche bocciate si riduce a 13.

I risultati sono finora stati accolti positivamente dagli analisti e dai mercati se si considera che la sottocapitalizzazione di 9,5 miliardi rappresenta un valore inferiore rispetto alle stime degli analisti.

 Stress test

Lo stress-test in questione rispetto ai precedenti, giudicati non abbastanza severi, quindi poco credibili, prevedeva che per il superamento del test le banche dovessero possedere un capitale primario (Common equity tier1, CET1) pari all’8% in condizioni di scenario di base. E per chi non sarebbe riuscito a superare il test, 2 settimane per elaborare un piano su come far fronte all’insufficienza di capitale e 9 mesi per eseguirlo.

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Nel corso degli ultimi stress-test sono stati considerati, infatti, scenari economici estremamente negativi (forte aumento della disoccupazione, crollo del prezzo delle case, default dell’Italia, …) e il loro impatto sul common equity tier 1 ratio, che nel caso delle 130 banche in esame è stato del 4%. Un valore elevato se si considera che l’impatto degli stress-test americani (considerati finora più severi e credibili) condotti oltreoceano quest’anno è stato del 2,9%.

Oltre alle 25 banche il cui capitale tier 1 (CET1) è sceso sotto al 5,5% (il minimo richiesto nello scenario “adverse” degli stress-test), altre lo hanno superato di poco. Sono 16 le banche che hanno riportato un CET1 compreso tra il 5,5% e il 7%.  Come detto in precedenza, se si tiene conto degli aumenti di capitale già avvenuti durante il 2014, il numero di banche bocciate nello scenario “adverse” si riduce da 25 a 13.

A differenziare questo stress-test da quelli precedenti vi è anche l’Asset Quality Review condotta dalla Bce. La Bce ha infatti analizzato i 22 trilioni di stati patrimoniali delle 130 banche e ha rilevato una sovrastima degli attivi di bilancio per 48 miliardi di euro. Le banche dovranno correggere il valore dei loro attivi e i loro criteri di valutazione prudenziale.

Lo stress-test, per quanto a detta di alcuni troppo severo, ha tra gli effetti positivi quello di ridurre l’incertezza sulla solidità del sistema bancario e sulla sua capacità di far fronte a scenari economici molto negativi. Ha inoltre indotto le banche a fare pulizia nei bilanci e ad aumentare il loro capitale in anticipo del test e della pubblicazione degli esiti. Tra gennaio e settembre, le banche hanno infatti raccolto capitale per 57,1 miliardi di euro e venduto parte dei loro attivi di bilancio più rischiosi.

Gli analisti hanno accolto positivamente gli esiti dello stress test. Nessuna brutta sorpresa quindi e per quanto riguarda i mercati, era già stato messo in conto che la maggior parte delle banche che non avrebbero superato l’esame sarebbero state quelle delle economie periferiche.

La scarsa insufficienza di capitale rilevata dagli stress-test rivela oltretutto che la capitalizzazione delle banche non è l’ostacolo maggiore alla crescita economica e creditizia ed evidenzia la necessità di altre politiche economiche per stimolare la domanda e combattere la potenziale deflazione.

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