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Russia – Ucraina: come il mercato sta reagendo (aggiornamento di venerdì 4 marzo)

(Aggiornamento venerdì 4 marzo) –  È il nono giorno che continua il conflitto tra Russia e Ucraina. I nostri pensieri sono rivolti a chiunque è direttamente colpito dall’attacco in corso. Condanniamo fermamente l’aggressione russa e sosteniamo l’Ucraina.

In Moneyfarm, il nostro ruolo di gestore patrimoniale implica che, oltre a seguire la crisi umanitaria al centro della situazione in Ucraina, vogliamo tenerti informato anche sull’andamento del mercato.

La risposta dei governi e delle imprese di tutto il mondo è stata decisa e unita, come si è potuto osservare nei giorni scorsi. La Russia è stata in gran parte rimossa da molti nodi del sistema finanziario globale (Swift). I fornitori di indici hanno iniziato a rimuovere le attività russe dagli indici e siamo assolutamente favorevoli a questa decisione.

Le azioni europee hanno sofferto a causa del prolungarsi della crisi. Le materie prime hanno registrato un forte rialzo, trainato da una settimana record per il petrolio, legato alle contro posizioni economiche decise dall’occidente contro la Russia.

Tuttavia, i vantaggi della diversificazione del portafoglio hanno mostrato il loro valore, dato che i prezzi delle obbligazioni sono aumentate. Inoltre, sebbene le azioni statunitensi siano state leggermente negative, un rialzo del dollaro ha consentito alle US holding , in portafoglio, di fornire un po’ di sollievo. Questo ha dunque contribuito a ri-bilanciare l’impatto negativo delle azioni europee.

Il nostro Comitato per gli Investimenti si è riunito più volte nel corso di queste settimane. L’obiettivo principale è comprendere e studiare come questa crisi influirà sulle prospettive di lungo termine per le classi di attività che deteniamo nei portafogli e se le variazioni dei premi per il rischio giustificano un cambiamento nel nostro posizionamento.

Come azienda continueremo a sostenere l’Ucraina ove possibile, compresi i nostri collaboratori nel Paese, sperando che la situazione si risolva il prima possibile.

 

 

(Aggiornamento giovedì 3 marzo) – Continuano le tensioni geopolitiche. I mercati azionari europei sono nervosi in attesa del secondo round di trattative tra Russia – Ucraina e l’ipotesi di cessare il fuoco. Nella notte del 2 marzo ci sono stati nuovi attacchi missilistici che hanno colpito il centro di Kharkiv, mentre le forze filo russe stringono l’assedio a Mariupol, priva di acqua.

Il mondo ha condannato l’azione militare voluta da Putin con la Corte penale internazionale che ha aperto un’indagine su presunti crimini di guerra commessi dalla Russia in Ucraina e l’Onu che ha approvato, con una maggioranza schiacciante, la risoluzione contro Mosca per l’invasione, chiedendo un ritiro immediato delle truppe e condannando le minacce nucleari del Cremlino.

Lato mercato, gli effetti non mancano: non si ferma il volo del prezzo del gas, così come prosegue la corsa del grano e del petrolio.  Nel Vecchio continente le borse aprono senza una direzione comune: Amsterdam sale dello 0,3%, Madrid in calo dello 0,1% e piatte le Borse di Londra, Parigi e Francoforte. Piazza Affari apre invece in lieve rialzo. Il primo Ftse Mib segna un +0,26% a quota 24.597 punti. Intanto le agenzie di rating Fitch e Moody’s declassano la Russia nella categoria dei paesi che rischiano di non poter rimborsare il debito e Moody’s ha abbassato il proprio giudizio sul debito a lungo termine da Baa3 a B3.

Cosa dovrebbero fare gli investitori

Per gli investitori, il nostro consiglio è lo stesso che abbiamo dato durante crisi simili: mantenere la rotta e resistere all’impulso di anticipare il mercato, per proteggere la ricchezza. In molti casi, questo può avere l’effetto opposto: disinvestire durante le turbolenze del mercato è un modo infallibile per cristallizzare le perdite e può farti perdere la ripresa.

Dopotutto, è la ripresa la parte più importante di qualsiasi recessione economica. Dopo ogni forte flessione negli ultimi 20 anni, incluso il Covid-19, i mercati alla fine si sono ripresi e hanno visto una ripresa rapida.
Per valutare l’impatto del ritiro dai mercati, abbiamo esaminato la crescita di due ipotetici portafogli identici. Uno è stato ritirato dai mercati durante i quattro principali cali degli ultimi 10 anni e reinvestito solo dopo che questi si erano ripresi, mentre l’altro ha mantenuto la rotta e ha aspettato che il mare si calmasse. Il disinvestire in modo precoce ha portato il primo investitore a perdere il rimbalzo del mercato. E dunque il suo portafoglio ha registrato una crescita inferiore del 35% rispetto al secondo.

Naturalmente, la performance passata non è garanzia di rendimenti futuri e non possiamo essere certi di una tempestiva ripresa, nonostante i precedenti storici. Indipendentemente da ciò, riteniamo che la migliore linea d’azione sia rimanere investiti, mantenere la fiducia e attendere una ripresa per dare al tuo portafoglio le migliori possibilità di crescita.

Come sempre i nostri consulenti sono a disposizione per rispondere a qualsiasi domanda o per qualsiasi dubbio.

 

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(Aggiornamento Lunedì 28 febbraio) – L’Unione europea rafforza le misure contro la Russia. Dopo giorni di contrattazioni, tra i vari stati membri dell’Ue, è arrivata la decisione di escludere la Russia dallo Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication (Swift)

Lo Swift è un sistema di pagamento interbancario globale predominante al mondo (la Cina ne ha sviluppato uno tutto suo, ma per il momento non ha la stessa potenza di quello occidentale). Escludere diverse banche russe “impedirà loro di condurre la maggior parte delle loro transazioni finanziarie in tutto il mondo e bloccherà efficacemente le esportazioni e le importazioni russe”, ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, nel giustificare la misura.  Allo Swift aderiscono oltre 11 mila istituzioni finanziarie e aziende di oltre 200 Paesi, e il traffico giornaliero è di circa 42 milioni di passaggi al giorno. La mossa dello Swift ha un forza da non sottovalutare. Basti pensare che nel  2014 l’ex ministro delle Finanze ed ex sodale di Putin Alexei Kudrin aveva stimato un calo del Pil del 5% annuo come potenziale conseguenza immediata.

Nel mentre tutto il mondo è in attesa di capire come andranno i negoziati del 28 febbraio tra Russia e Ucraina, le Borse europee proseguono la loro flessione dopo la presa di posizione del Cremlino del 27 febbraio. Sui listini del Vecchio continente pesano ovviamente le società che sono particolarmente esposte in Russia, le altre realtà riescono invece a reggere il contraccolpo anche con picchi in positivo. 

 

(Aggiornamento Venerdì 25 febbraio) – Unione europea e Stati Uniti d’America, nella serata del 24, hanno deciso di imporre diverse sanzioni per colpire l’economia e la tecnologia russa. “La Russia non avrà più accesso ai mercati finanziari più importanti, prendiamo in considerazione il 70% del mercato russo”, spiega il presidente della Commissione europea, Ursula von Der Leyen, al termine del vertice europeo straordinario convocato oggi per discutere delle sanzioni contro Mosca. “Cercheremo di erodere le basi dell’economia” e di “diminuire le riserve dei ricchi russi che non potranno più mettere il loro denaro nei paradisi fiscali”, aggiunge.

Tra le sanzioni lo stop “alla fornitura di parti di ricambio per gli aerei, i tre quarti della flotta aerea russa sono stati costruiti in Canada”, conclude. Il pacchetto contro la patria di Putin include dunque misure finanziarie, come il divieto di rifinanziamento per banche e imprese pubbliche in Russia, il blocco dei finanziamenti per nuovi investimenti nel Paese e lo stop di nuovi depositi bancari verso istituti di credito dell’Ue. Sanzioni sono state previste anche contro il settore dell’energia e quello dei trasporti. L’Ue ha anche imposto misure per il controllo delle esportazioni e la sospensione degli accordi, dei visti, dei passaporti diplomatici e di servizio russi. ​​

Per quanto riguarda gli Usa: “Limiteremo ciò che può essere esportato verso il Paese”, “costituiamo una coalizione di partner che rappresentano più della metà dell’economia mondiale e limiteremo le capacità della Russia di lavorare con i dollari, gli yen, gli euro”, ha spiegato il Presidente Joe Biden in conferenza stampa. Ma non solo, perché Washington ha anche imposto sanzioni contro le banche russe che insieme detengono circa un trilione di dollari di attività. “Stiamo anche bloccando altre quattro grandi banche. Ciò significa che ogni asset che hanno in America sarà congelato”. Da ricorda inoltre come le banche non fossero state incluse nella prima tranche di sanzioni, tra cui la VTB, il secondo istituto bancario più grande del Paese.

La reazione delle Borse

Il 25 febbraio le Borse europee sono in rialzo, sulla scia dei listini asiatici, dopo il tonfo ieri causato dall’invasione della Russia in Ucraina. Ricordiamo infatti che giovedì i mercati europei sono calati fino ad un 5%, anche a causa delle preoccupazioni per le esposizioni delle banche dell’Eurozona. Interessante invece notare come i mercati Usa hanno retto bene con il FTSE100 il Nasdaq ha addirittura chiuso in positivo.

L’indice russo è crollato del 50% anche a causa del deprezzamento del Rublo che ha raggiunto i minimi storici. Ricordiamo che la nostra esposizione alle attività russe e ucraine è però quasi del tutto inesistente: puoi vedere la ripartizione completa sia per i portafogli ESG che per quelli non ESG.

Anche i mercati emergenti sono andati male, nel momento di picco del risk off, ma è interessante notare come nonostante questa asset class soffra del risk off, alcune componenti geografiche beneficiano dei prezzi in salita.

Nonostante le continue immagini drammatiche del campo di battaglia i mercati hanno effettuato un rimbalzo venerdì. Come mai? La natura relativamente moderata (per il momento) delle sanzioni imposte alla Russia e le rassicurazioni che la Nato non interverrà, hanno tranquillizzato i mercati sulla natura localizzata della crisi.

La reazione delle materie prime

Il prezzo di alcune materie prime è salito in modo scioccante. Ovviamente questo è l’aspetto che più spaventa gli investitori (da notare come alcuni Etf, concentrati sulle energie rinnovabili, hanno performato positivamente).

Lato portafogli, questi hanno pagato le mosse russe di giovedì per poi però recuperare terreno nella giornata di venerdì. La diversificazione in questo momento ha dato i suoi frutti, aiutando la performance dei portafogli: il Dollaro, i safe asset in generale, i bond indicizzati all’inflazione, quelli cinesi, le materie prime e in misura minore anche i bond governativi hanno dunque aiutato i portafogli.

Cosa ci aspetta?

Ovviamente la situazione è in fase di evoluzione e tutto può ancora succedere, per questo non ci esponiamo a previsioni sulla situazione geopolitica. Quello che ci teniamo a sottolineare è che ci sembra essere una convergenza di interessi verso una soluzione veloce del conflitto (questo non vuol dire che succederà). I mercati ovviamente non supportano una parte o l’altra, ma come dimostra l’andamento di venerdì, sono pronti a “distendersi” se ci dovessero essere seri segnali di de-escalation. Ovviamente non intendiamo dire che questo sarà quello che succederà nei prossimi giorni; ma leggiamo con attenzione i segnali di questa giornata.

 

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