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Russia: rischi ed effetti delle nuove sanzioni

Russia nuove sanzioni

Le nuove misure sanzionatorie contro la Russia rischiano di mettere in discussione il cessate il fuoco appena ottenuto in Ucraina.

Come da programma, dopo la prima tornata di sanzioni, ecco arrivare un nuovo pacchetto di misure contro Mosca, frutto di un lungo e difficile dibattito interno ai Paesi Ue.

Inizialmente su posizioni diverse, ha prevalso il “fronte punitivo” che ha optato per ulteriori sanzioni contro la Russia tra cui il blocco dell’accesso ai mercati dei capitali europei per le compagnie russe di proprietà statale.

I settori interessati, quindi penalizzati da tali nuove disposizioni, saranno quelli dell’energia e della difesa. Pare che i 28 esponenti chiamati a decidere a Bruxelles, abbiano preferito dare un forte segnale al Cremlino pur consapevoli delle ripercussioni negative sull’economia dell’Eurozona.

Tra le importanti partecipazioni che destano preoccupazione quella della Rosneft, che detiene quote di capitale in Pirelli e Saras. Ed è sicuro che anche la collaborazione “miliardaria” tra i colossi energetici russi (Gazpromneft e Transnef) e svariate compagnie italiane subirà più o meno seri contraccolpi.

Ministero degli Esteri russo: «Reagiremo in modo adeguato»

Inoltre, oltre alle società, sono stati sanzionati vari personaggi appartenenti perlopiù alla Duma ai quali sarà negato il visto d’ingresso in UE e congelata, laddove presente, la proprietà sul territorio dell’Unione Europea.

La reazione della Russia.

Da parte sua la Russia, come dichiarato dal Ministero degli Esteri, reagirà «in modo adeguato», con conseguenti ritorsioni sul fronte delle importazioni di auto usate dall’Ue, e di altri prodotti dell’industria leggera e del settore tessile.

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Ma se quest’ultime rappresentano ad oggi semplici minacce, altrettanto non si può dire dei tagli alle forniture di gas, subìti dalla Polonia e dalla Slovacchia, con ammanchi rispettivamente del 45 e del 10%.

Pare sia la risposta russa al sostegno dei due Paesi all’Ucraina, alla quale avrebbero venduto parte del gas russo.

Probabilmente per l’est Europa sarà un inverno più freddo del solito ma in generale per l’intera Eurozona e per gli Stati Uniti (firmatari di altre sanzioni contro la Russia), si aprirà un capitolo caratterizzato da fragili equilibri economici, politici e militari.

Il timore più diffuso è infatti quello che l’inasprirsi dei rapporti tra Russia e Ue possa far naufragare il cessate il fuoco in Ucraina. Putin, dopo aver duramente criticato la Nato, ha ribadito la volontà di mantenere la capacità di deterrenza nucleare russa date le crescenti minacce alla sicurezza del suo Paese. La Nato dal canto suo, come annunciato dal ministro della Difesa ucraino Valeri Gheletei, ha risposto con l’invio di armi all’Ucraina, così che possano combattere dall’interno i separatisti filorussi nell’est del Paese.

Un braccio di ferro dai toni duri che già la scorsa settimana ha intaccato il rublo, portandolo ai minimi storici di 37,727 sul dollaro e 48,67 sull’euro e che di sicuro non risparmierà l’Eurozona. 

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