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Il quarto trimestre 2020 ha chiuso un anno positivo per gli investimenti, nonostante la volatilità causata dall’emergenza Covid. Anche nell’ultima parte dell’anno la componente azionaria ha trainato la performance con alcune dinamiche interessanti come la sovraperformance degli emergenti.

I mercati finanziari sono stati incoraggiati dalle buone notizie sul fronte dei vaccini, dal risultato elettorale americano e dall’accordo sulla Brexit. Entriamo nel 2021 con ottimismo anche perché crediamo che nei prossimi mesi la combinazione di sostegno fiscale e monetario – bassi tassi di interesse e spesa pubblica in crescita – sosterrà una ripresa dell’attività economica in tutto il mondo.

Per chi fosse interessato ad approfondire la nostra visione sui mercati e la nostra strategia d’investimento per quest’anno, la consueta presentazione dei Portafogli Strategici Moneyfarm è in programma per martedì 23 febbraio alle ore 18. Quest’anno si terrà online per ovvi motivi ed è necessaria la registrazione per ricevere il link a cui collegarsi.

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Sotto la lente del Comitato Investimenti

In vista dell’evento di presentazione Portafogli Strategici 2021, anticipiamo qui sotto le principali questioni che hanno animato il dibattito nel Comitato Investimenti Moneyfarm.  

  • Valutazioni e tassi d’interesse. Tutte le principali asset class sono caratterizzate da valutazioni alte ma l’obbligazionario ci sembra più sopravvalutato dell’azionario. Per questo le valutazioni elevate che vediamo sul mercato ci sembrano sostenibili. Tuttavia, in questa fase, bisogna guardare con molta attenzione alla componente azionaria, anche per proteggere la redditività dell’allocazione nel lungo periodo. Dove ricercare i rendimenti in un mondo in cui le valutazioni sono alte? Questo è uno dei principali argomenti di discussione all’interno del Comitato Investimenti.
  • Emergenti e rendimenti attesi. La soluzione a un mondo di bassi rendimenti attesi può venire dal mondo emergente? Quanto una migliore performance economica si può trasmettere in una migliore performance delle asset class finanziarie? In passato gli emergenti non hanno regalato molte soddisfazioni agli investitori ma nel futuro potrebbero forse giocare un ruolo più decisivo. Questo è uno dei focus del lavoro di analisi delle asset class che stiamo svolgendo per i Portafogli Strategici 2021. 
  • Value e growth. È il momento dell’inversione? Il 2021 potrà segnare effettivamente il primo anno in cui le società con valutazioni vantaggiose sovraperformeranno i titoli a più alto potenziale di crescita dopo una lunga serie di anni di performance deludenti. 
  • Rischio duration. Con i tassi così bassi è d’obbligo interrogarsi su quanto possa avere senso continuare a tenere obbligazioni dalla duration lunga in portafoglio. Dovremo trovare il giusto bilanciamento tra l’effetto di diversificatore che questa asset class continua ad avere con l’azionario e maggiori possibilità di perdita in conto capitale una volta che i tassi torneranno a salire.
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Riportiamo qui sotto per intero il commento che introduce i report delle performance dei portafogli Moneyfarm nell’ultimo trimestre del 2020

Rip Van Winkle

Per l’investitore che si fosse addormentato a fine settembre e avesse riaperto gli occhi solo a inizio anno, la sensazione a guardare i mercati sarebbe stata quella di sentirsi un po’ come Rip Van Winkle, il protagonista del popolare racconto di Washington Irving che si addormenta su una collina, in preda ai fumi dell’alcool, per svegliarsi con stupore dopo 20 anni: con la barba lunga e con un nuovo mondo con cui fare i conti.

Non vogliamo esagerare ma certamente il quarto trimestre del 2020 ha riservato non poche sorprese. La prima arriva dalle performance azionarie che continuano a essere positive nonostante lo stato dell’economia e l’imperversare della seconda ondata dell’epidemia in molte aree geografiche chiave. Le elezioni di novembre, insieme all’inizio della campagna di vaccinazione, hanno favorito un riassorbimento del rischio straordinario. Novembre è stato un mese record per la performance azionaria e anche a dicembre i listini globali hanno regalato ulteriori soddisfazioni agli investitori.

A partire da novembre, il riassorbimento del rischio all’indomani delle elezioni è stato fenomenale, permettendo all’S&P500 di superare i massimi di agosto e concludere un altro trimestre di performance stellari (+12,1%), smorzate dal deprezzamento del dollaro nei confronti della moneta unica per l’investitore in euro (+7,5% per effetto del tasso di cambio).

Ma la novità arriva anche dalla performance positiva degli altri mercati globali. I paesi sviluppati hanno chiuso il trimestre in rialzo del 15,5% (+11,1% in euro), e i paesi emergenti hanno fatto ancora meglio, +19,7% (+14,7% in euro), ottenendo la palma di top performer sulla scia di una migliore gestione della pandemia e di un andamento economico più convincente. L’MSCI Emerging Markets a gennaio ha già superato il suo record storico, raggiunto nel lontano ottobre 2007. Insomma la relazione tra gestione sanitaria, crescita e performance azionarie sembra reggere e questo è sicuramente un elemento che ci fa pensare che ci sia ancora margine di crescita per i listini azionari, nonostante le performance positive che hanno caratterizzato la seconda metà del 2020.

Vitalità dell’obbligazionario

Ma andiamo oltre la resilienza dell’azionario. Uno dei movimenti più interessanti del trimestre è quello dei rendimenti a scadenza dei titoli di stato decennali americani, tornati sopra la “vertiginosa” (si fa per dire) soglia dell’1% sulla scia di aspettative di inflazione in crescita.

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Il movimento dei tassi può essere letto in diversi modi: in primo luogo segnala che gli investitori, nel medio termine, prevedono un ambiente economico più vitale e in grado di superare la depressione della pandemia. In secondo luogo, gli investitori stanno in qualche modo cominciando a prezzare gli effetti di medio termine della politica monetaria e fiscale sul livello dei prezzi. L’aspettativa è che l’azione di Biden e dei principali governi europei avrà un effetto concreto nel rivitalizzare le prospettive di molti settori economici la cui attività è stata condizionata dall’emergenza Covid.

Restando sull’obbligazionario, non possiamo fare a meno di notare che il movimento al rialzo sia stato limitato agli Stati Uniti. Ciò va letto come un segnale di vitalità economica maggiore rispetto all’Eurozona: una dinamica che andrà seguita nei prossimi mesi. I titoli di stato europei soffrono le conseguenze della seconda ondata della pandemia che ha ormai compromesso le aspettative di crescita per quest’area geografica, ancorando di conseguenza i rendimenti a scadenza a livelli storicamente ancora molto bassi.

Segnali di euforia

Nell’ultimo trimestre il Dollaro si è deprezzato del 5%, un movimento che potrebbe avere un effetto di distensione sull’intero sistema finanziario mondiale. Il petrolio, barometro della crescita globale, ha superato a sorpresa i 50 dollari al barile. In un trimestre in cui il Covid ha ripreso ad abbattersi furiosamente sulle economie occidentali, questi movimenti sembrano indicare un sentiment positivo: il 2021 sarà un anno di ripresa, gli Stati Uniti stanno facendo la propria parte nel guidare l’economia mondiale fuori dal baratro e la situazione potrà solo migliorare quando la pandemia sarà controllata e le aziende ricominceranno a operare. In questo contesto, i mercati azionari possono continuare la propria inesorabile corsa, per nulla turbata dal tentativo di assalto armato al Congresso americano, percepito come farsesco ancor prima che pericoloso.

La propensione al rischio è talmente alta da generare la rincorsa speculativa verso alcuni asset. Ha fatto scalpore il fatto che Elon Musk abbia superato Jeff Bezos come uomo più ricco del mondo. A prescindere dalla notizia di per sé non troppo rilevante per chi investe, questo fatto è rappresentativo di performance esponenziali all’interno di alcuni settori dell’azionario (growth) e di alcune sacche del mercato finanziario non tradizionale, come le criptovalute.

Un quadro più complesso

Ci siamo improvvisamente svegliati nel mondo ideale per chi investe? Abbondanza di liquidità, momentum positivo, mercati euforici, scenario politico favorevole, economia in ripresa: tutti questi fattori potrebbero farci cullare nell’illusione di aver trovato la pentola d’oro in fondo all’arcobaleno. Ogni notizia, anche tragica come Capitol Hill, riesce ad avere comunque risvolti positivi sui mercati e per ora diventa difficile immaginarsi una fase di intensa volatilità nei prossimi mesi.

Purtroppo la realtà è più complicata. Esistono infatti tutta una serie di questioni che richiedono la massima attenzione agli investitori. Le valutazioni, che restano alte specialmente per alcuni settori, sono sicuramente un elemento da considerare: nel breve periodo sono sostenute dai tassi bassi ma nel medio termine, se i tassi continueranno a salire, magari sostenuti da un’accelerazione dell’inflazione, si potrebbe porre il tema della gestione della componente azionaria del portafoglio, che proprio per questo motivo va costruita sin da oggi con lungimiranza e attenzione alle dinamiche di mercato.

Bisogna essere chiari: non ci aspettiamo un’inversione della politica monetaria nel breve e la nostra prospettiva di medio termine sull’azionario resta positiva, ma in questo momento bisogna sondare il mercato con lungimiranza e attenzione, senza cadere nella tentazione di inseguire la performance sull’onda dell’entusiasmo. Ricordiamo che l’obiettivo di questa gestione resta quello di ottenere performance solide nel tempo entro orizzonti di rischio controllati.

Come Rip Van Winkle ci siamo svegliati in un mondo nuovo, e la domanda che dobbiamo porci è come cercare rendimento in un contesto in cui ogni asset class appare cara. Quali saranno quindi le tendenze dominanti nei prossimi anni?

Le opzioni non mancano e per questo motivo, nell’ambito del nostro lavoro per la preparazione dei Portafogli Strategici 2021 – che presenteremo presto con un evento online – stiamo cercando di ragionare su molti dei nostri assunti strategici, in particolare per quanto riguarda il mix di asset da inserire nei portafogli in questa fase. Nel breve termine vediamo tanti fattori di incertezza ma il rischio è relativo e ogni occasione di debolezza è una potenziale occasione d’acquisto. Gli elementi di instabilità di lungo termine restano tuttavia presenti, quindi non dobbiamo farci abbagliare ma continuare a lavorare con metodo e lungimiranza.

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