Pubblicato in:

Ora tocca a Draghi, cosa vuol dire per gli investimenti?

Per la seconda volta nell’arco di questa legislatura l’Italia si trova a dover affrontare un nuovo cambio di governo e di maggioranza. Questi momenti di instabilità sono spesso visti come fonte di preoccupazione dagli investitori. Lasciando da parte il discorso prettamente politico, quali considerazioni possiamo fare da un punto di vista degli investimenti?

La reazione delle borse

Le borse hanno reagito in modo positivo alla fine dell’incertezza politica in Italia. In una giornata che vede tutti i listini europei in verde (influenzati anche dalle chiusure asiatiche e d’oltre oceano) il rendimento del Ftse Mib è stato superiore al 2%, con un distacco considerevole rispetto alle altre borse europee. Anche guardando al mercato obbligazionario, gli spread hanno subito un restringimento considerevole (circa 0,10%) continuando un trend che era già in essere da marzo e portando il decennale italiano a circa 0,55%.

Ricordiamo però che a seguito della crisi di governo gli spread avevano subito un analogo allargamento e il Ftse Mib una sottoperformance simmetrica; probabilmente ciò che piace agli investitori in questo momento è soprattutto la possibilità di una risoluzione e di un ritorno alla stabilità di governo, necessaria anche per non dissipare gli aiuti derivanti dal Recovery Fund.

Cala lo spread: cosa vuol dire per il bilancio pubblico?

Un abbassamento dello spread si lega direttamente a un risparmio del fabbisogno del bilancio pubblico per la gestione del debito, che è legato al livello dei tassi d’interesse in termini assoluti. Nel corso del 2020 l’attività di emissione è stata pari a circa 500 miliardi di euro. Per dare un’idea generale: su una cifra di tale entità, un eventuale restringimento di 20/30 bps su tutta la curva – se duraturo e a parità di tasso governativo tedesco – potrebbe comportare un risparmio nell’ordine di 1/1,5 miliardi di euro (l’ultima legge di bilancio vale 38 miliardi) all’anno. Si tratta di stime generiche in quanto il risparmio reale dipenderà dal fabbisogno del governo italiano e dai movimenti dei tassi sulle diverse parti della curva, i cui differenziali potrebbero essere inferiori (lo spread si calcola sulle emissioni decennali). Tuttavia tali stime sono indicative dell’importanza della fiducia degli investitori.

Il vero tema resta legato alla sostenibilità di medio periodo del debito italiano (che ha raggiunto quest’anno cifre record sia in termini relativi, sia in termini assoluti). Quando l’intervento di sostegno delle banche centrali verrà meno, quanto sarà sostenibile il servizio del debito? In questo senso la figura di Draghi può rappresentare una garanzia per gli investitori, ma a contare saranno soprattutto i dati core relativi all’economia e il livello di coordinamento della risposta data dai governi europei alla crisi. Al di là di questo effetto di breve termine, sarà interessante misurare le risposte di un eventuale esecutivo Draghi sulla capacità del Paese di generare crescita, sia nel 2021 sia attraverso investimenti che migliorino le prospettive di lungo termine.

Prospettive sulla crescita

Le varie misure che l’Italia ha adottato per aumentare il debito renderanno il Paese più suscettibile in futuro ad aumenti del differenziale di rischio – è una realtà con la quale sia il governo italiano sia l’intera governance del sistema Euro dovranno fare i conti nel medio termine. Le due variabili principali sono la crescita e la capacità della politica monetaria di continuare a garantire implicitamente il debito dell’Italia e di altri Paesi.

Scopri la proposta d'investimento costruita per te

1. Crea il tuo profilo
2. Scopri il tuo portafoglio
3. Comincia a investire
Simula un portafoglio

Nel medio termine un effetto positivo potrebbe essere rappresentato dalla capacità di Draghi (o dalla percezione che ne hanno gli investitori) di sfruttare la sua autorità e la sua capacità negoziale a livello europeo per facilitare il dialogo sul programma di investimenti europeo, rafforzando la relazione tra i paesi core dell’Eurozona. L’Europa oggi è più indietro di altre aree geografiche nella gestione della pandemia e della crisi. Dal punto di vista degli investimenti riteniamo che sia possibile una sovraperfomance dell’azionario europeo, ma essa dovrà essere supportata da un ritorno alla crescita e dal superamento delle divisioni interne tra i paesi dell’Unione.

Investimenti in Italia? Non un buon affare

Bisogna ricordare che l’indice italiano paga una sottoperformance rispetto a molti indici globali dal 2008, anche a causa della sua composizione settoriale molto orientata al bancario. Guardiamo questo paragone tra un investimento di 100 nell’indice Ftse Mib effettuato dieci anni fa. Oggi quell’investimento varrebbe 109, mentre un investimento nell’S&P500 americano varrebbe 366 e uno nell’azionario globale ne varrebbe 116.

 

Gli investitori che hanno ancora una parte troppo grande del capitale investito in titoli domestici sono stati penalizzati. Un’ampia diversificazione globale permette invece di vivere con grande serenità questi momenti complessi a cui la politica italiana ci ha abituato. Dunque l’impatto sui portafogli Moneyfarm, sia per l’entità dei movimenti sia per l’esposizione al rischio Italia, sarà estremamente limitato.

Prova Moneyfarm

Moneyfarm è il Consulente Finanziario Indipendente che ti guida e gestisce il tuo capitale con un investimento su misura e un consulente dedicato sempre al tuo fianco.

Simula un portafoglio personalizzato

- Votati migliore servizio di consulenza finanziaria in Italia per il quarto anno consecutivo
- Scelti da più di 160.000 investitori in tutta Europa
- Consigliati da più del 90% dei nostri clienti