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La bolla delle criptovalute

LucaDixit_template

Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di Bitcoin nelle ultime due settimane. Negli ultimi mesi, un pubblico estremamente variegato ha rivolto la propria attenzione alla “moneta elettronica”. Improvvisamente, persone che non si erano mai interessate di finanza si sono cimentate nel trading di questa asset class virtuale. Il fenomeno è sicuramente interessante dal punto di vista sociologico: è bastato svestire quelli che alla fine sono dei prodotti finanziari delle grisaglie bancarie per rendere l’investimento speculativo un’attività appetibile per il grande pubblico. Il motore è sempre il sogno di generare fortune facili, come tutte le volte che la febbre degli investimenti è dilagata oltre i confini naturali per diventare un fenomeno di massa.

Il Bitcoin ha chiuso l’anno a 13.900 dollari, il valore 12 mesi era di 960 dollari. Si tratta sicuramente di una rincorsa spettacolare, ma se lo mettiamo in prospettiva, notiamo come questo non sia stato affatto l’anno migliore per la criptovaluta; nel 2013 il valore nominale del Bitcoin passò da 13 a 800 dollari, che in percentuale rappresenta un movimento 5 volte più grande di quello registrato quest’anno.

Rischio bolla?

Può non piacere, ma sicuramente il mondo delle criptovalute è stato uno dei temi finanziari dell’anno e che ci ha affascinato molto, soprattutto perché offre molti spunti per gli appassionati di finanza comportamentale. Ricorda molto la prima bolla delle cosiddette dotcom, che all’inizio degli anni Duemila imperversava nelle borse di tutto il mondo. Notiamo infatti come basti, per esempio, che una società quotata inserisca le parole “crypto”, “blockchain” o “bitcoin” nella propria ragione sociale, per vedere il proprio valore schizzare alle stelle, esattamente come succedeva agli albori di internet, con le parole “web”, “com” e “www”. Un’altra caratteristica che accomuna questi due momenti storici è la mancanza di comprensione da parte della maggioranza degli investitori rispetto a quello che vanno ad acquistare e il conseguente moltiplicarsi di frodi e fallimenti legati a questo mondo.

Come definire una bolla finanziaria? bolla è un po’ come una prospettiva che si autoadempie. Le valutazioni di una azione o di un settore cominciano a impennarsi e le persone che hanno creduto in essa sin dall’inizio hanno un interesse a sostenere il prezzo. Gli insider di mercato, colore che hanno risorse e capacità sufficienti, mettono in atto una serie di azioni speculative che finiscono per gonfiare ulteriormente il prezzo degli asset. A questo punto anche gli outsider, persone che non sono professionisti dei mercati finanziari, entrano nel mercato, attratti dalle prospettive di guadagno. Alcuni di essi potrebbero avere anche la fortuna di accumulare ingenti fortune. Tutto bene? Tutto bene finché la bolla esplode. Questo succede per fattori interno o quando gli insider, fiutando dei rischi, decidono di monetizzare la propria posizione. Gli outsider, invece, sono piuttosto impreparati per reagire in questa situazione.

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Ecco la bolla delle criptovalute ha tre particolarità:

  • Questi strumenti non hanno un valore intrinseco sottostante, questo vuol dire che il loro prezzo dipende semplicemente dalla quantità di capitale che gli investitori decideranno di mettere sul mercato. Questo vuol dire che forse esiste ancora potenziale di crescita, ma anche che non esiste rete di salvataggio. Quando il sentiment sulle criptovalute cambierà il loro valore si potrebbe polverizzare.
  • I mercati finanziari sono caratterizzate da regole che negli anni sono state messe in piedi per proteggere proprio gli outsider. Il mercato delle criptovalute non ha invece regole e tutele, un po’ come la borsa degli anni ruggenti. Il numero di truffe si è moltiplicato, così come le pubblicità ingannevole che attirano gli investitori con la promessa di facili guadagni.
  • Per fortuna, il mercato delle criptovalute non ha dimensioni tali da rappresentare un rischio sistemico, ovvero in grado di generare eccessivo scompiglio sui mercati finanziari, come successe per la bolla dotcom o per la bolla dei mutui subprime. Questo rassicura, anche se non dovrebbe rassicurare chi è esposto su questa asset class con gran parte del proprio capitale.

Una scelta di investimento sicura?

Ma quando esploderà la bolla? Difficile da prevedere. Vista il grande livello di innovazione della tecnologia blockchain è possibile che alcune delle criptovalute assumeranno un valore nel lungo termine, ma adesso è impossibile fare previsioni certe.

Nelle ultime settimane abbiamo visto in atto un reality check su tutto questo mondo virtuale. Il diffondersi di notizie sulla facilità con cui i portafogli virtuali vengono depredati, sulla difficoltà di prelevare denaro dalle borse specializzate nel settore, sul fallimento di alcuni di questi exchange e sull’inevitabile sguardo che i regolatori iniziano a rivolgere a questo mondo stanno rivelando il lato oscuro delle criptovalute.

Essendo una moneta, molto del suo valore futuro dipenderà dalla possibilità di essere spesa, quindi da come paesi e società si esprimeranno a riguardo, cosa che per ora resta difficile prevedere; al momento riteniamo si stia comportando più come un puro oggetto speculativo e come tale va trattato: investite pure, ma solo una parte estremamente marginale del vostro patrimonio.

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