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Il giorno di Draghi

LucaDixit_template

Vi è mai capitato di ascoltare, sui canali televisivi locali, quelle televendite dove viene venduta ogni sorta di chincaglieria? Che si tratti di bigiotteria, pellicce, coltelli o quadri, di solito ci si trova sempre davanti a un’occasione unica e irripetibile. A un certo punto, durante le fasi più concitate della declamazione delle qualità del prodotto, il copione prevede che l’imbonitore perda la testa e, rivolgendosi con lo sguardo spiritato a qualcuno dietro le quinte, decida di rilanciare con un ulteriore sconto, stracciando completamente il prezzo: i telefoni cominciano a scoppiare.

Questa tecnica non fa altro che fare leva su uno dei bias cognitivi più diffusi, oggetto di studio della finanza comportamentale, l’anchoring effect. Si tratta della tendenza a essere fortemente condizionati dalla prima informazione che ci entra in testa quando dobbiamo prendere delle decisioni. Immagina, per esempio, quando devi acquistare qualcosa e scopri che il prezzo è più basso di ciò che pensavi. Psicologicamente sei naturalmente portato a vivere l’esperienza del pagamento in modo più leggero, come se il solo fatto di aver risparmiato qualcosa rispetto alla tua idea iniziale rendesse l’esborso più sopportabile.

Draghi, il tapering e l’effetto sui mercati finanziari

La notizia finanziaria della settimana è sicuramente l’annuncio, da parte di Draghi delle modalità e tempistiche del taperig, ovvero il graduale smantellamento dei programmi straordinari di acquisto titoli messi in campo dalla Banca Centrale Europea per sostenere l’economia. A Draghi è riuscita una gigantesca operazione di framing, attraverso una strategia di comunicazione politica (la politica monetaria è comunicazione) da manuale che ha avuto il risultato di trasformare in un successo uno snodo potenzialmente rischioso,

Partiamo dai fatti: Draghi ha annunciato che estenderà l’acquisto di obbligazioni fino al prossimo settembre, dimezzando però la potenza di fuoco da 60 a 30 miliardi di Euro al mese. Inoltre ha affermato che i rendimenti (stimati intorno ai 15 miliardi al mese) provenienti dagli investimenti in essere verranno anch’essi reinvestiti. In realtà la posizione di Draghi non è stata diversa dalle aspettative, ciò nonostante la reazione dei mercati ha colto di sorpresa. I listini di tutto il mondo, specialmente quelli europei, hanno festeggiato. L’Euro ha perso in due sedute oltre un punto e mezzo percentuale contro il Dollaro, tornando sotto la soglia dell’1,16. Come si spiega la festa dei mercati? Dopotutto ciò che Draghi ha annunciato è il percorso con cui andrà gradualmente a smobilitare il sostegno straordinario all’economia.

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Parte della spiegazione viene dalla strategia comunicativa che Draghi ha adottato. Quest’estate, quando l’Euro correva sul Dollaro e quando tutti gli occhi del mondo erano puntati su di lui, durante la conferenza di Sintra, Draghi aveva messo in allerta i mercati. Il governatore aveva deciso allora di focalizzare l’attenzione di tutti sui dati positivi che arrivavano dall’economia. In realtà, come sottolineammo allora, leggendo tra le righe del suo discorso, emergevano tutti i dubbi riguardo a un eventuale rialzo dei tassi e si lasciava trasparire molto chiaramente il senso del dibattito interno al comitato direttivo. In seguito Draghi aveva provato a stemperare la tensione, prendendosi una “pausa di riflessione” e rimandando ogni decisione alla fine dell’autunno.

In questo modo Draghi ha preso il controllo del dibattito, rendendone partecipi gli operatori, ed è riuscito ad allinearsi alle loro aspettative (ottenendo anche il risultato di riallineare il cambio). Ha prospettato il peggio, per poi prendere una decisione di buon senso, trasformando una mossa restrittiva in un messaggio da colomba quando si è trattato di annunciare le proprie decisioni. Si è trattata di un’operazione da manuale che ha trasformato la prima fase di questo tapering in un successo. Dopotutto riuscire ad allinearsi con le aspettative degli operatori nel tempo è ciò a cui deve aspirare una politica monetaria efficace.

La reazione dei mercati ci ricorda inoltre come i riposizionamenti tra le valute, seppur possano creare volatilità di breve periodo nel portafoglio, hanno la tendenza a riequilibrare le valutazioni nel medio lungo periodo.

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