L’anno è iniziato con una nota straordinariamente positiva, alimentato da un potente mix di acquisti guidati da eventi geopolitici e da una nuova riallocazione di capitali. A metà gennaio, Bitcoin si era completamente lasciato alle spalle la debolezza di fine 2025, passando dai minimi di dicembre intorno agli 88.000 dollari fino ad avvicinare per la prima volta in tre mesi la soglia dei 98.000 dollari.
Questo rally non è stato meramente speculativo; è stato sostenuto da acquisti istituzionali aggressivi. Favoriti da un contesto inflattivo più benigno, con dati sull’indice dei prezzi al consumo (CPI) inferiori alle attese, gli ETF spot su Bitcoin hanno registrato una forte ripresa. In una sola giornata di metà gennaio, questi strumenti hanno attratto circa 760 milioni di dollari di afflussi netti, richiamando le fasi di accumulo più intense degli anni precedenti.
Per una breve finestra temporale, il trend strutturale è apparso decisamente rialzista e gli operatori di mercato hanno iniziato a posizionarsi in vista di un imminente superamento della soglia a sei cifre.
Con il proseguire del mese, tuttavia, il sentiment si è deteriorato e Bitcoin, insieme agli altri asset crypto, ha registrato alcune delle oscillazioni più violente mai osservate. Sebbene sia stata la nomina di un Presidente della Federal Reserve storicamente (ma non di recente) orientato a una politica restrittiva a catturare l’attenzione dei media, sono diversi i fattori in gioco.
In primo luogo, gli investitori istituzionali stanno riducendo l’esposizione ai titoli tecnologici, segnalando una significativa rotazione nei mercati finanziari. Il sentiment nel settore software resta debole, mentre l’attenzione si sposta sempre più verso asset legati all’economia reale, come energia e materiali.
Questa rotazione avviene in un contesto in cui l’impatto dirompente dell’Intelligenza Artificiale (IA) sta mettendo sotto pressione aziende che in passato erano considerate dotate di solidi vantaggi competitivi. Un grafico chiave nel settore crypto questo mese evidenzia proprio questa dinamica: il listino tech Usa Nasdaq sta attualmente sottoperformando l’azionario globale, con il mercato statunitense che registra uno dei peggiori inizi d’anno.

Fonte: Bloomberg
Esiste inoltre una forte correlazione tra Bitcoin e gli indici Software as a Service (SaaS) – società che offrono software in abbonamento tramite cloud – e gli indici software più ampi, che raggruppano aziende quotate attive nello sviluppo e nella distribuzione di software.
Con il proseguire dell’ondata di innovazione legata all’IA, gli investitori stanno diventando più cauti nei confronti delle società software tradizionali, e Bitcoin sembra essere rimasto coinvolto in questo contesto.

Fonte: Bloomberg
Un secondo fattore rilevante alla base della correzione è rappresentato dai livelli tecnici osservati nelle riserve di Bitcoin detenute dalle tesorerie. Questi elementi, insieme alla volatilità nel settore degli ETP, hanno amplificato l’instabilità complessiva del mercato.
Un terzo fattore, meno considerato, riguarda il cambiamento nelle probabilità che il Partito Democratico possa ottenere il controllo del Congresso nelle prossime elezioni di medio termine. A seguito di un inatteso sviluppo nella politica interna, si è osservata una modifica nel complesso delle probabilità. Le stime di Polymarket relative a un Congresso a guida democratica dopo le midterm sono in aumento, e questa dinamica sembra mostrare una lieve correlazione negativa con la performance di Bitcoin. Sebbene tale correlazione possa essere casuale, rappresenta comunque un potenziale elemento di attenzione. Un Congresso democratico potrebbe infatti creare attriti o rallentamenti nell’agenda dell’attuale amministrazione in materia di regolamentazione delle criptovalute, soprattutto considerando il rapporto generalmente stretto tra l’amministrazione e il settore crypto.

Ancora una volta, Bitcoin si è dimostrato l’asset crypto più resiliente, sovraperformando il resto del comparto e assumendo un ruolo difensivo o di “flight-to-quality” all’interno dell’industria. I capitali si sono orientati verso la sua maggiore liquidità, adozione e storico di mercato, rafforzando la narrativa del “Digital Gold” e il suo status di benchmark e allocazione più difensiva del settore.

Bitcoin ha inoltre recuperato quota di mercato e sovraperformato Ethereum secondo un riepilogo della performance del 2026. Ethereum, insieme alla maggior parte delle valute legate alle piattaforme DApp – blockchain che supportano applicazioni decentralizzate come smart contract, protocolli DeFi e servizi digitali senza intermediari – e alle meme coin – criptovalute nate spesso come fenomeni virali o comunitari, con valore fortemente influenzato dal sentiment – continua a essere percepito come un asset più speculativo.

Fonti: Moneyfarm, Bloomberg
I flussi
Nel mese di gennaio si è registrato un incremento significativo dei flussi verso gli ETP crypto. Sebbene gli Asset Under Management (AUM) degli ETP spot su Bitcoin statunitensi da noi monitorati siano leggermente diminuiti a 112,6 miliardi di dollari a fine gennaio, rispetto ai 118,7 miliardi di dicembre, questo calo marginale è avvenuto nonostante una performance negativa del -6,5% dell’asset sottostante. Ciò indica che nuovi capitali sono comunque confluiti marginalmente nell’asset class, suggerendo un recupero del sentiment degli investitori dopo un periodo di due mesi particolarmente complesso.
Il mercato europeo resta invece più contenuto. Gli AUM degli ETP su Bitcoin monitorati sono scesi da 9,1 miliardi di dollari a fine dicembre a 8,7 miliardi. Anche correggendo per l’effetto della performance, ciò implica che è proseguita un’attività di acquisto molto marginale anche nel contesto europeo.


Fonti: Moneyfarm, Bloomberg
Il peso di Bitcoin nel portafoglio è cruciale
Nonostante l’incertezza resti elevata, l’asset class crypto sta mostrando segnali di recupero del sentiment e si trova attualmente in una fase di consolidamento, dopo aver riassorbito e superato alcuni livelli tecnici rilevanti. La direzione dei prossimi mesi dipenderà in larga misura dall’evoluzione del contesto macro – in particolare dal sentiment di rischio globale – e dalle prospettive di politica monetaria e regolamentare.
In questo scenario, la gestione del rischio rimane centrale. In Moneyfarm definiamo con attenzione il peso allocato a Bitcoin in portafoglio, con l’obiettivo di contenere l’impatto della volatilità osservata di recente. Il grafico sottostante evidenzia l’effetto marginale sull’andamento di uno dei nostri portafogli multi-asset (linea blu tratteggiata) rispetto alla performance rolling a 12 mesi storica: grazie a una costruzione prudente della posizione, l’impatto complessivo risulta limitato.

Fonte: Moneyfarm
Investire in criptovalute comporta un livello di rischio elevato. Non dovresti investire se non sei disposto a perdere l’intero capitale investito. Il valore del tuo portafoglio Moneyfarm può diminuire così come aumentare e potresti ricevere un importo inferiore rispetto a quanto investito. Potresti non essere tutelato in caso di eventi avversi. Le performance passate non sono indicative di risultati futuri. Le opinioni espresse non costituiscono una raccomandazione, consulenza o previsione. Se non sei sicuro che investire sia adatto a te, ti invitiamo a rivolgerti a un consulente finanziario indipendente.
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