Cosa significano le recenti tensioni per i mercati

di

⏳ Tempo di lettura: 2 minuti

Nel consueto appuntamento video mensile, il nostro Head of Research e Senior Portfolio Manager, Roberto Rossignoli, fa un rapido bilancio del mese di febbraio sui mercati finanziari, per poi concentrarsi sulla domanda più urgente del momento: la crisi in Medio Oriente e il suo reale impatto sugli investimenti. Puoi anche leggere la versione scritta qui sotto.

Partiamo dai mercati: febbraio ha confermato i trend positivi dei mesi precedenti. L’azionario internazionale e le materie prime hanno guidato i portafogli, mentre l’obbligazionario ha fatto da solido cuscinetto.

All’interno dell’azionario è proseguita la cosiddetta ‘rotazione’: l’America ha rallentato un po’, lasciando spazio alle ottime performance di Europa, Giappone e Mercati Emergenti. Nel settore tecnologico gli investitori continuano a premiare chi produce l’hardware – come i semiconduttori – penalizzando invece il comparto software, su cui pesa l’incognita di come l’Intelligenza Artificiale stravolgerà i modelli di business.

Anche sul fronte obbligazionario le notizie sono state buone: il calo generalizzato dei rendimenti ha fatto salire il valore delle obbligazioni, sostenendo positivamente le performance dei portafogli Moneyfarm.

Domanda del mese

Tutto questo, però, è passato in secondo piano a fine mese. Veniamo quindi al punto cruciale: cosa sta succedendo in Medio Oriente e cosa significa per noi?

Come sapete, recentemente aerei statunitensi e israeliani hanno attaccato l’Iran, che ha risposto colpendo a sua volta basi americane (ed europee), Stati Uniti, Israele e alcune nazioni vicine. Per valutare la situazione stiamo monitorando tre aspetti chiave: la portata geografica, la durata e le conseguenze sui vostri capitali.

Sulla portata geografica, troviamo l’aspetto forse più incoraggiante. Sebbene la reazione iraniana abbia coinvolto Paesi come Arabia Saudita ed Emirati Arabi, per ora superpotenze come Cina e Russia stanno mantenendo le distanze, evitando che il conflitto si trasformi da locale a globale.

Sulla durata, invece, si concentra l’incertezza maggiore. Gli obiettivi strategici degli Stati Uniti non sono del tutto trasparenti, e il pieno allineamento con Israele non è scontato. Un “cambio di regime” in Iran ci sembra un obiettivo estremamente ambizioso, difficilmente realizzabile nelle poche settimane ipotizzate dalle fonti ufficiali. È su queste dinamiche che stiamo concentrando le nostre analisi.

Infine, l’impatto sui vostri portafogli Moneyfarm. Il canale di trasmissione principale della crisi è ovviamente lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per l’esportazione di petrolio, gas naturale e altre merci vitali. Non a caso, alla riapertura dei mercati, abbiamo visto energia e dollaro salire bruscamente, mentre gli asset più rischiosi hanno perso terreno. Il rincaro delle materie prime ha fatto rialzare le aspettative di inflazione, penalizzando le obbligazioni, specie quelle a lunga scadenza. Nell’azionario, invece, il mercato americano sta tenendo meglio, essendo molto più immune agli shock energetici legati al Medio Oriente.

Cosa significa tutto questo per le nostre strategie? Tre cose:

Niente panico: la storia ci insegna a non agire d’impulso durante le crisi geopolitiche. I mercati spesso rimbalzano velocemente e la visione a lungo termine premia sempre.

Diversificazione: i vostri portafogli sono ben protetti tra Paesi, settori e asset class. Un aspetto fondamentale è che oggi le obbligazioni offrono rendimenti attesi alti, garantendo un vero cuscinetto di diversificazione. Questa è la grande e positiva differenza rispetto alla crisi del 2022.

Prudenza e opportunità: Siamo posizionati in modo conservativo, ad esempio con una quota azionaria inferiore rispetto ai benchmark passivi. Questo ci dà la “potenza di fuoco” per sfruttare le debolezze del mercato e incrementare le nostre posizioni a prezzi vantaggiosi, non appena le tempistiche del conflitto saranno più chiare.

Per ora, continuiamo a monitorare gli sviluppi giorno per giorno, valutando rischi e opportunità in questo contesto volatile, pronti ad agire sui portafogli al momento opportuno.

Hai trovato questo contenuto interessante?

Hai già votato, grazie!

*Investire in strumenti finanziari comporta rischi inerenti, tra cui perdita di capitale, fluttuazioni del mercato e rischio di liquidità. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. È importante considerare la tua tolleranza al rischio e gli obiettivi d’investimento prima di procedere.