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Brexit: pro e contro dell’uscita della Gran Bretagna dalla UE

pro e contro dell'uscita della Gran Bretagna dall'UE

Dopo aver cavalcato il sentimento antieuropeista in campagna elettorale, la vittoria alle lezioni di maggio ha lasciato in dote del Partito Conservatore britannico l’onere di organizzare il referendum per confermare l’adesione della Gran Bretagna nell’Unione Europea entro la fine del 2017.

Brexit – Tabella Riassuntiva

🤓 Significato di BrexitBrexit è il risultato della unione di due parole: “Britain” ed “Exit”
😕 Cosa implica la Brexit?L’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea
📅 Quando si è tenuto il referendum per la Brexit?Nel 2016
☝️ Ci sono precedenti simili?No, è la prima volta che accade

Il fatto poi che le prospettive di una concreta opposizione parlamentare al referendum siano evaporate nel momento in cui il leader pro-tempore del Partito Laburista, Harriet Harman, ha sovvertito la posizione del suo partito e sostenuto il referendum, ha accelerato il processo e sono in molti oggi a pensare che la votazione potrebbe già svolgersi nel corso del 2016.

Ma, aldilà dei facili populismi, quali sono i vantaggi e gli svantaggi per la Gran Bretagna di essere parte dell’Europa?

I pro e i contro di lasciare l’Unione Europea

La più grande incertezza associata all’uscita dalla UE è legata principalmente al fatto che nessun paese lo ha mai fatto prima ed è quindi complicato prevederne le conseguenze reali.

Commercio

Uno dei più grandi vantaggi dell’adesione alla UE è certamente legato ai patti di libero scambio tra i paesi membri che rendono più facile e meno costoso per le aziende britanniche esportare i propri prodotti nel resto d’Europa. Alcune analisi mostrano come questi benefici siano di gran lunga maggiori rispetto al costo delle quote associative che la Gran Bretagna risparmierebbe se lasciasse l’Unione Europea. Con l’uscita, il Regno Unito rischierebbe di perdere inoltre gran parte del suo potere negoziale a livello internazionale ma, d’altra parte, sarebbe anche libero di stabilire accordi commerciali con i paesi extra-UE.

A questo proposito, se da un lato il discusso leader dell’UKIP Nigel Farage crede che la Gran Bretagna potrebbe seguire l’esempio della Norvegia (che ha accesso al mercato unico ma non è vincolata da leggi europee in settori come l’agricoltura, giustizia e affari interni), la realtà secondo l’opinione comune è che un divorzio amichevole non sarebbe possibile e la Gran Bretagna sarebbe comunque indirettamente soggetta alle politiche e all’economia d’Europa ma non avrebbe più un posto in prima fila per cercare di influenzare le cose.

Uno studio condotto da Open Europe ha stimato che, nel peggiore tra gli scenari in caso di Brexit, l’economia britannica arriverebbe a perdere il 2,2% del suo PIL totale entro il 2030. Lo stesso rapporto evidenzia per contro come il PIL possa anche aumentare dell’1,6% se il Regno Unito riuscisse nell’intento di negoziare un accordo di libero scambio con l’Europa.

Lavoro

La libera circolazione delle persone in tutta l’UE offre notevoli opportunità di lavoro per i lavoratori britannici che vogliono viaggiare e rende relativamente facile per le aziende del Regno Unito assumere lavoratori provenienti anche da altri paesi dell’UE.

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Una delle principali accuse mosse nei confronti di questa situazione è rivolta al fatto che impedisca al Regno Unito la gestione efficace dei propri confini; un problema solo teorico in verità in quanto se da un lato una chiusura dei confini non bloccherebbe l’immigrazione clandestina, dall’altra avrebbe certamente l’effetto di dissuadere i migliori talenti dal vecchio continente ad andare in Gran Bretagna, creerebbe la necessità di nuovi e più complessi controlli alla frontiera e ridurrebbe il pool di candidati dal quale i datori di lavoro potrebbero attingere.

Regolamenti

Gli euroscettici sostengono che la stragrande maggioranza delle piccole e medie imprese, pur non commerciando con l’UE, siano pesantemente limitate da un enorme onere normativo imposto dai regolamenti comunitari. Tuttavia, altri avvertono che milioni di posti di lavoro potrebbero essere persi se i grandi produttori decidessero di trasferire le proprie attività in altri paesi dell’UE più a buon mercato così come gli agricoltori britannici dovrebbero rinunciare a miliardi di euro di sovvenzioni comunitarie.

Influenza

La Gran Bretagna potrebbe perdere parte della sua influenza militare poiché gli USA considererebbero la Gran Bretagna un alleato meno utile se si staccasse dall’Europa.

L’Economist evidenzia inoltre come, in caso di uscita, la Gran Bretagna sarebbe potenzialmente in grado di chiedere la titolarità delle sue acque territoriali, rivedere autonomamente i limiti al numero delle ore lavorative settimanali, liberarsi da qualsiasi imposizione in tema di energie rinnovabili e creare un mercato più libero.

Per contro, l’Economist stima anche che l’esito più probabile sia che, in caso di successo del NO (alias uscita dalla UE), la Gran Bretagna si troverebbe a interpretare la parte del vicino scomodo, con accesso limitato al mercato unico, con quasi nessuna influenza, pochi amici e la certezza che, una volta uscita, sarebbe del tutto impossibile tornare indietro.

 

Domande Frequenti

Cos’è la Brexit in breve?
Con il termine Brexit si intende l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea

Cosa cambia con l’Inghilterra fuori dall’Europa?
La Brexit ha riflessi e diramazioni in moltissimi campi dal momento che coinvolge la circolazione libera di persone, capitali, servizi e merci prima comunemente gestite con la UE

Quali sono le conseguenze della Brexit?
Il Regno Unito, non essendo più parte della UE, perderà molte delle agevolazioni riservate ai membri e questo si rifletterà in moltissimi campi della vita dei cittadini britannici

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