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A Giorgia Meloni la difficile guida del Governo, nessuna reazione sui mercati

All’indomani delle elezioni, il quadro è chiaro. Fratelli d’Italia, il partito guidato da Giorgia Meloni, è l’evidente vincitore di questa tornata elettorale. Il risultato era ampiamente previsto ma non manca di presentare qualche sorpresa. Il centrodestra, nel suo complesso, prende meno di quanto i sondaggi della vigilia accreditassero. All’interno della coalizione, Fratelli d’Italia mantiene una posizione di egemonia, mentre Lega e Forza Italia fanno segnare un passo indietro significativo rispetto alle scorse elezioni.

La legge elettorale prevede abbastanza correttivi per dare al Paese un governo solido, ma il centrodestra non ottiene l’ampissima maggioranza che qualcuno aveva previsto alla vigilia. All’interno della coalizione i rapporti di forza cambiano, così come cambiano quelli all’interno dei partiti. Tutti elementi di instabilità in un quadro che resta comunque il più semplice da leggere dalle elezioni 2008, con l’incarico di Mattarella a Giorgia Meloni che resta l’unica soluzione realistica sul tavolo.

Fuori dal centrodestra, le tre forze del vecchio “campo largo” ottengono 13 milioni e mezzo di voti, oltre un milione in più della coalizione di centrodestra, in una tornata in cui l’astensione ha fatto segnare un nuovo record. Non sarebbe corretto però sostenere che il centrosinistra guidato dal PD, Azione e i 5 Stelle avrebbe ottenuto lo stesso se coalizzato. La coalizione di centrosinistra ha deluso le aspettative, mentre il Movimento 5 Stelle ha superato le attese soprattutto al Centro-Sud.

Per il momento, i mercati sembrano agire in maniera piuttosto composta. Non si è ripetuto uno scenario stile 2018, dove l’incertezza e i toni della campagna elettorale avevano portato lo spread a schizzare in alto la mattina dopo le elezioni, determinando un premio che l’Italia continua a pagare sul proprio debito pubblico ancora oggi. Lo spread si è mosso leggermente al rialzo, ma sembra un movimento in linea con un sentimento di avversione al rischio generalizzato anche su altri mercati, imputabile a motivi che vanno ben oltre le elezioni italiane.

La prossima fase sarà quella in cui il centrodestra proverà a formare un governo, forte della maggioranza sia al Senato sia alla Camera. La leader Giorgia Meloni resta il punto di riferimento assoluto verso l’estero ed esce rafforzata da questa tornata elettorale. La leader dei Fratelli d’Italia ha lavorato intensamente negli ultimi mesi per convincere osservatori internazionali della propria affidabilità su questioni chiave come il posizionamento dell’Italia rispetto alla politica internazionale dell’Occidente e l’europeismo, posizioni sulle quali si è espressa con chiarezza e senza ambiguità. 

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Il risultato deludente di Lega e Forza Italia, percepiti, a torto o a ragione, a livello internazionale come forze politiche più ambigue e imprevedibili, per ora sembra mantenere stabili i mercati. Il FTSE MIB per ora è il miglior indice in Europa. Nel medio termine la sfida per il nuovo governo sarà dimostrare di sapersi muovere sui tavoli internazionali per ottenere le condizioni e le risorse necessarie per l’Italia in una fase delicatissima.

Come abbiamo spiegato l’Italia, con i suoi conti pubblici, resta l’osservato speciale in Europa. La capacità di saper creare un percorso di crescita economica di medio termine, che preveda allo stesso tempo un uso oculato del bilancio pubblico, resta cruciale per mantenere una percezione di sostenibilità intorno al debito pubblico. Questo vale sia per il breve, sia per il lungo termine, dato che non vi è garanzia che la politica monetaria potrà continuare a sostenere il Paese nei prossimi anni con la stessa forza in cui ci ha abituato nell’ultimo decennio.

Per raggiungere questo obiettivo, dopo una campagna elettorale focalizzata su temi più legati alla contingenza e tutti politici, l’attenzione dei partiti dovrà tornare a concentrarsi su quelle che sono le maggiori sfide all’orizzonte: guidare l’Europa verso un ruolo di leadership nelle crisi economiche ed energetiche, costruire un piano credibile per l’approvvigionamento energetico futuro del Paese, trovare un equilibrio tra inflazione e lavoro, navigare i cambiamenti geopolitici e attuare il Pnrr. 

Queste e altre sfide saranno sul tavolo di Giorgia Meloni. Nel frattempo, come investitori, seppur non vediamo all’orizzonte rischi specifici o sistemici per i mercati, continuiamo a preferire limitata la nostra quota di asset italiani in portafoglio in coerenza con la nostra filosofia che predilige un approccio diversificato agli investimenti. 

 

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