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I Servizi Finanziari all’alba di una nuova direttiva

servizi pagamento

PSD sta per Payment Service Directive, mentre il “2” indica, diciamo così, la seconda release. Infatti, pubblicata in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 23 dicembre 2015, abroga la precedente Direttiva 2007/64/CE che ricordiamo come PSD.

La Direttiva mira a regolamentare (ulteriormente) i servizi di pagamento nel mercato interno, a seguito soprattutto della crescente complessità che caratterizza il settore, forse uno dei più interessati dalle innovazioni tecnologiche e digitali. Queste ultime, infatti, hanno reso possibile la comparsa sul mercato di nuovi players in grado di erogare sofisticati servizi ad una clientela sempre crescente. È il caso, solo per fare un esempio, dei cosiddetti TPP – Third Party Providers – autorizzati ad accedere ai conti di pagamento al fine di avviare i pagamenti non basati su alcun tipo di carta (PISP) ed in grado di accedere ai conti bancari (AISP) estraendone anche le informazioni relative alla movimentazione ed ai saldi.

Questi sistemi sono (e lo saranno sempre di più) alla base dello sviluppo di un mercato di applicazioni (le ben note APP) in grado di aggregare un numero consistente di informazioni di tipo qualitativo e quantitativo allo scopo di fornire alla clientela una disparata serie di servizi, come per esempio quelli legati alle abitudini di spesa e di consumo (dati aggregati dalle informazioni estratte da vari c/c), di risparmio, all’andamento della propria attività (confrontando le entrate e le uscite di cassa).

Proprio in questo contesto, l’assenza di disciplina in determinati nuovi settori di attività e la mancanza di regolamentazione in capo a determinati soggetti operanti nei medesimi settori, potrebbero tradursi in servizi poco trasparenti erogati a clientela non sempre in possesso di tutti gli strumenti necessari a valutarne la portata.

Si poneva, peraltro, la necessità di effettuare il tentativo di rendere più omogeneo proprio il mercato interno, frammentato a causa di differenze di applicazione della Direttiva nei diversi stati, a seguito del suo recepimento.

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Da un punto di vista puramente economico, le nuove tecnologie e l’ingresso in specifici segmenti di mercato di nuovi operatori, innalzerà il livello di concorrenza e produrrà un efficientamento del sistema nel suo complesso. La concorrenza, comprimendo i prezzi, determinerà inevitabilmente una spinta a contrarre i costi efficientando le strutture produttive e puntando su infrastrutture tecnologiche standardizzate.

L’introduzione di nuovi modelli di business fortemente incentrati sulle nuove tecnologie e su un sempre maggiore ricorso a “tecnologia mobile” da parte degli utenti (l’effetto di sostituzione delle transazioni in contanti con quelle “elettroniche” è in crescita) spingerà anche il settore bancario ad intervenire sui propri modelli di business, creando un nutrito spazio di mercato anche per gli esperti di settore (società di consulenza, IT companies, etc.).

Senza dimenticarsi che i TPP ampliano anche il mercato attraverso l’offerta di servizi nuovi.

La PSD 2 mira a regolamentare il settore per garantire un elevato standard di sicurezza nell’erogazione del servizio e l’adeguata trasparenza nei confronti della clientela. Il tutto in un’ottica di tutela dell’interesse dell’utente finale.

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