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Come vengono usati i Social Media per condividere i contenuti finanziari?

Ogni mese, 32 milioni di persone generano sui social media 68 milioni di azioni su tematiche relative al mondo della finanza.

Un luogo comune vuole i Social Media come una piazza virtuale utile per restare aggiornati sulle attività dei propri amici o delle celebrità preferite. La realtà è diversa e i Social rappresentano ormai uno spaccato culturale ben più ampio nel quale la finanza si sta ritagliando uno spazio importante.

Per capire il ruolo occupato dalla finanza sui social media, ShareThis (una società statunitense specializzata in analisi di mercato relative al mondo digitale) ha monitorato una rete di tre milioni di siti e applicazioni e ha raccolto per tre mesi i dati sul comportamento degli utenti. Il risultato ha rivelato non solo che la finanza è un argomento altamente sociale, ma che sono anche evidenti interessanti sfumature comportamentali e chiare tendenze stagionali.

Delle oltre 68 milioni di azioni registrate durante la fase di ricerca, 21 milioni sono relative alle tematiche del credito e dei prestiti mentre il resto si divide tra:

  • Assicurazioni (13 milioni)
  • Investimenti (11 milioni)
  • Servizi bancari (10,5 milioni)
  • Pianificazione finanziaria e gestione del risparmio (5 milioni)
  • Contabilità (2,5 milioni)

Twitter è il social network più utilizzato per notizie e aggiornamenti sui mercati mentre Facebook e LinkedIn sono i preferiti da chi è interessato alle tematiche della pianificazione finanziaria e della consulenza in generale.

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In relazione alle modalità di accesso ai social network, l’analisi ha evidenziato come chi si interessi di Finanza abbia il doppio della possibilità di utilizzare un tablet (37% vs 16%) per cercare e condividere informazioni (o gestire il proprio portafoglio) rispetto all’utente medio dei social network che nella maggior parte dei casi (57%) utilizza invece uno smartphone.

L’attività ha dei picchi stagionali in alcuni periodi chiave come inizio anno (evidentemente un momento in cui si è propensi a pianificare il futuro), la stagione delle tasse, il momento della pubblicazione dei rapporti trimestrali da parte delle aziende e i maggiori periodi di volatilità dei mercati azionari.

C’è inoltre un’altra evidente stagionalità rappresentata dalla fase della vita che l’utente stesso sta attraversando. Così il momento antecedente l’accesso all’università (connesso alla ricerca delle migliori condizioni per un prestito che finanzi la carriera accademica, pratica usuale nel mondo anglosassone), il semestre successivo alla laurea stessa (quando i prestiti contratti devono essere ripagati) o la condivisione del primo impiego, caratterizzano alcuni dei momenti di maggiore attività sociale da parte degli utenti.

L’aspetto generazionale ha inoltre il suo peso e riserva non poche sorprese. Se l’alta propensione all’uso dei Social Media da parte dei Millennials (i nati tra gli anni ottanta e i primi anni duemila) non sorprende, è interessante notare come il secondo segmento demografico che traina le condivisioni social delle tematiche finanziarie sia quello dei Baby Boomers (i nati tra il 1945 e il 1964).

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