È stata una settimana piuttosto intensa sui mercati e abbiamo voluto approfondire quanto accaduto. Nel complesso, la reazione dei mercati ci ha rassicurato. I titoli legati all’Intelligenza Artificiale (IA) hanno perso terreno, ma altri segmenti del mercato azionario hanno mostrato una buona tenuta. Negli Stati Uniti, i rendimenti dei titoli di Stato sono scesi, nonostante un’inflazione superiore alle attese. In questo contesto, la diversificazione dei portafogli si è dimostrata efficace.
Nelle ultime settimane, abbiamo individuato due fattori chiave alla base dei movimenti dei mercati. Il primo è il dibattito ancora aperto sull’IA: gli investimenti che stiamo osservando saranno in grado di generare i risultati attesi? Il secondo riguarda il forte aumento dei rendimenti obbligazionari, che ha riportato sotto i riflettori Paesi come la Francia.
Questi temi alimentano un confronto tra crescita economica e inflazione. La prosecuzione degli investimenti nell’IA dovrebbe sostenere la crescita globale e, attraverso la domanda di risorse, potrebbe contribuire a mantenere l’inflazione su livelli elevati1. Al contrario, tassi d’interesse alti a lungo possono esercitare pressioni su alcuni settori dell’economia, rischiando di rallentare la crescita. Finora, gli investimenti nell’IA hanno contribuito a sostenere l’economia globale, ma riteniamo che alcuni dei movimenti osservati questa settimana riflettano i timori degli investitori sui possibili rischi per la crescita.
Questa settimana i mercati finanziari hanno registrato movimenti anche piuttosto bruschi. L’IA è stata al centro dell’attenzione, con una volatilità particolarmente elevata sui mercati azionari coreani. Sul fronte obbligazionario, i rendimenti sono inizialmente saliti in risposta ai dati sull’inflazione statunitense, superiori alle attese, per poi scendere in modo piuttosto marcato.
Come interpretare questi movimenti?
Sul fronte azionario, è importante notare che i ribassi si sono concentrati soprattutto nel comparto legato all’IA. Negli ultimi giorni, fino a giovedì scorso, tra i settori americani ed europei, soltanto la tecnologia e alcuni comparti industriali statunitensi hanno registrato cali. La maggior parte dei settori ha invece guadagnato terreno. È evidente che il settore tecnologico ha un peso significativo negli indici azionari globali, ma la differenza di andamento tra i vari comparti è degna di nota. Sul fronte obbligazionario, ci si sarebbe potuti aspettare un aumento dei rendimenti dopo i dati sull’inflazione statunitense superiori alle attese. La successiva discesa suggerisce invece che gli investitori avessero già incorporato nei prezzi il dato più elevato.
Per quanto riguarda il posizionamento dei portafogli, la diversificazione resta fondamentale, sia tra azionario e obbligazionario sia all’interno della sola componente azionaria.
Negli ultimi mesi, i rendimenti obbligazionari sono aumentati e possono offrire agli investitori opportunità interessanti, anche attraverso titoli con scadenze più brevi. Stiamo monitorando con particolare attenzione il mercato del credito, dove sono saliti i rendimenti delle obbligazioni societarie ad alto rendimento (high yield). Negli ultimi mesi, questi titoli hanno mostrato una buona tenuta e riteniamo che ciò rifletta la solidità della crescita economica osservata, soprattutto negli Stati Uniti. Se gli spread delle obbligazioni high yield dovessero continuare ad ampliarsi, potrebbe essere un segnale del fatto che gli investitori si aspettano un rallentamento della crescita economica nei prossimi mesi.
Sul fronte azionario, l’attenzione si è concentrata sull’IA e sui settori a essa collegati, ma le nostre posizioni in Europa e nel Regno Unito hanno mostrato una buona tenuta. Pur mantenendo una visione positiva sulle prospettive dell’IA e degli investimenti tecnologici in senso più ampio, continuiamo a mantenere un’esposizione azionaria diversificata.
Nel complesso, riteniamo che la crescita globale stia finora tenendo bene, nonostante il rialzo dei prezzi del petrolio. L’inflazione si sta dimostrando persistente e nei prossimi mesi le banche centrali potrebbero aumentare i tassi d’interesse, con un ulteriore rialzo negli Stati Uniti probabilmente già a dicembre. Riteniamo tuttavia che i rendimenti obbligazionari di partenza siano interessanti e che la crescita degli utili continui a tenere, come indicano i primi risultati del terzo trimestre delle società statunitensi. Nelle prossime settimane continueremo a concentrarci sui risultati delle aziende e sulle loro prospettive.
- Si discute molto se, nel lungo periodo, l’IA avrà un effetto deflazionistico. Per il momento, riteniamo che, durante l’attuale fase di sviluppo delle infrastrutture, sia più probabile che l’IA alimenti l’inflazione anziché ridurla. ↩︎
*Investire in strumenti finanziari comporta rischi inerenti, tra cui perdita di capitale, fluttuazioni del mercato e rischio di liquidità. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. È importante considerare la tua tolleranza al rischio e gli obiettivi d’investimento prima di procedere.




