Come investire una vincita in modo efficace

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Decidere come investire una vincita diventa una questione tutt’altro che secondaria quando ci si ritrova all’improvviso con una somma importante tra le mani.

Che si tratti di alcune decine di migliaia di euro o di un capitale milionario, avere più denaro a disposizione non rende automaticamente più semplici le decisioni. Al contrario, la tentazione può portare a cambiare subito stile di vita, lasciare il denaro sul conto corrente oppure cercare l’investimento con il rendimento più elevato.

Per evitare che siano queste prime reazioni a determinare come usare il denaro, è bene considerare la somma vinta come un patrimonio da gestire in base alla propria situazione, agli obiettivi e al tempo a disposizione.

La scelta di azioni, obbligazioni, ETF o altri strumenti finanziari arriva quindi dopo aver stabilito quanta liquidità mantenere, quali progetti finanziare e quale parte del capitale investire.

Vediamo da dove partire e quali aspetti valutare.

Cosa fare dopo una vincita prima di investire

Va detto subito che una vincita aumenta il patrimonio, ma non crea necessariamente un reddito capace di sostenere nuove spese nel tempo. È una differenza importante, perché una somma elevata può sembrare sufficiente per cambiare subito stile di vita, ma può ridursi rapidamente se viene utilizzata con continuità.

Con 500.000 euro a disposizione, ad esempio, spendere 50.000 euro in più ogni anno vorrebbe dire consumare, in assenza di rendimenti, un decimo del capitale iniziale ogni dodici mesi. La cifra potrebbe pesare ancora di più se servisse ad acquistare beni che generano nuove uscite, come una seconda casa tra manutenzione, imposte e costi di gestione.

Prima di pensare agli investimenti, è necessario organizzare il nuovo patrimonio partendo da alcune valutazioni fondamentali.

Fare il punto sulla propria situazione finanziaria

Il primo passaggio consiste nel ricostruire la propria situazione di partenza considerando redditi, risparmi già accumulati, immobili, mutui, altri debiti, persone a carico, spese previste nei prossimi anni.

Tutto questo serve a capire quale parte della vincita dovrà essere utilizzata a breve e quale potrà invece essere investita nel lungo periodo.

Stabilire quanta liquidità mantenere

Una volta definite le diverse destinazioni, occorre assicurarsi che una parte del capitale resti disponibile per le necessità più immediate.

Una quota può essere così destinata alla riserva per gli imprevisti, prendendo come riferimento iniziale circa sei mesi di spese essenziali e adattando l’importo alla stabilità delle entrate, agli impegni familiari e alle altre risorse disponibili.

Valutare quanto pesa l’inflazione sul denaro fermo sul conto corrente

Diverso è lasciare una parte consistente della vincita sul conto per molti anni in attesa di decidere come investirla. In questo caso, l’inflazione riduce nel tempo il valore reale del denaro.

Un esempio aiuta a capire meglio a cosa si va incontro.

Con un’inflazione media del 2% annuo, tra dieci anni 500.000 euro avrebbero lo stesso potere d’acquisto di circa 410.000 euro di oggi e dopo vent’anni di circa 336.000 euro. Sul conto ci sarebbero sempre 500.000 euro, ma con quella cifra si potrebbero acquistare meno beni e servizi.

Il 2% è solo un’ipotesi, ma rende evidente la differenza tra tenere una somma disponibile per le necessità e lasciare l’intera vincita sul conto per anni. In quest’ultimo caso va considerata anche la garanzia sui depositi, che copre fino a 100.000 euro per depositante e per banca, secondo le condizioni previste.

Come investire una vincita passo dopo passo

Tolte le somme necessarie nel breve periodo e la liquidità da mantenere disponibile, la parte restante della vincita può essere destinata a obiettivi più lontani e a una strategia d’investimento di lungo periodo.

La scelta dipende soprattutto dagli obiettivi e dal tempo a disposizione, perché lo stesso strumento può essere coerente con una finalità e inadatto a un’altra.

Un ETF azionario, ad esempio, può essere adatto a un orizzonte di vent’anni, ma espone a oscillazioni più difficili da sostenere se quel denaro servirà per acquistare casa tra due anni.

Prima di arrivare agli strumenti di investimento ci sono però diversi aspetti da valutare, a partire dagli impegni finanziari già in essere.

1.    Decidere come gestire eventuali debiti

Se dalla ricognizione della propria situazione finanziaria iniziale emergessero mutui o altri finanziamenti, una parte della vincita potrebbe essere utilizzata per ridurli o estinguerli. Non sempre, però, questa è la scelta più adatta.

Con 50.000 euro di mutuo ancora da rimborsare al 4%, ad esempio, si può scegliere se utilizzare la stessa cifra della vincita per estinguere il finanziamento oppure destinarla a un investimento.

Nel primo caso si evitano gli interessi ancora da pagare, nel secondo si punta a ottenere un rendimento che potrebbe essere superiore, ma che non è garantito e comporta un rischio.

La decisione richiede quindi di considerare il tasso del finanziamento, gli interessi ancora dovuti, gli anni che mancano alla scadenza e gli eventuali costi di estinzione del mutuo. Solo a quel punto si può capire quale parte della vincita rimane disponibile per gli altri obiettivi.

2.    Definire obiettivi e orizzonte temporale

Una vincita può servire per comprare casa, integrare il reddito, costruire una pensione complementare, sostenere i figli oppure far crescere il patrimonio nel lungo periodo. Ognuno di questi obiettivi ha però tempi diversi e richiede scelte di investimento coerenti.

Se il denaro servirà entro pochi anni, occorrerà limitare il rischio di trovarsi in perdita proprio quando dovrà essere utilizzato. Con un orizzonte di quindici o vent’anni, invece, c’è più tempo per attraversare eventuali fasi negative dei mercati.

3.    Decidere se investire subito o gradualmente

Stabilito per quanto tempo il capitale potrà restare investito, occorre decidere se entrare subito sui mercati oppure distribuire gli investimenti nel tempo.

Nel caso di una vincita elevata, un ingresso graduale può essere preferibile per chi vuole ridurre il rischio di investire l’intera somma in un momento sfavorevole. Il capitale viene suddiviso in più tranche e investito a intervalli regolari, seguendo una logica simile a quella di un Piano di Accumulo del Capitale (PAC).

In questo modo gli acquisti avvengono in momenti e a prezzi differenti, anche se una parte del denaro rimane temporaneamente liquida e non beneficia di eventuali rialzi dei mercati.

È proprio questo il vantaggio dell’investimento immediato, che consente all’intero capitale di partecipare da subito all’andamento dei mercati, accettando però un rischio maggiore legato al momento d’ingresso.

La scelta tra le due modalità dipende dal profilo di rischio e dalla capacità di sostenere eventuali perdite.

4.    Costruire un portafoglio realmente diversificato

Quando si investe una vincita è sempre meglio diversificare anziché concentrare tutto il denaro nello stesso investimento.

Se, ad esempio, l’intera somma viene destinata alle azioni e il mercato scende, gran parte del patrimonio può subire perdite nello stesso momento. Distribuire la somma tra investimenti diversi riduce questo rischio, perché non tutti reagiscono allo stesso modo alle condizioni dei mercati.

Immaginiamo di aver destinato 300.000 euro, di una vincita di 500.000 euro,agli investimenti di lungo periodo.

A titolo puramente esemplificativo, questa somma potrebbe essere suddivisa in:

ComponenteQuotaImportoFunzione nel portafoglio
Azioni globali50%150.000 €ETF o fondi possono distribuire l’investimento tra società, Paesi e settori diversi, con l’obiettivo di far crescere il capitale nel lungo periodo
Obbligazioni25%75.000 €Titoli di Stato e obbligazioni societarie di Paesi e scadenze differenti possono bilanciare la componente azionaria e contenere le oscillazioni complessive
Oro e materie prime10%30.000 €Strumenti come gli ETC possono aggiungere attività con dinamiche diverse rispetto ad azioni e obbligazioni e ampliare la diversificazione
Attività reali o alternative10%30.000 €Strumenti come i REIT possono offrire esposizione al mercato immobiliare e aggiungere un’ulteriore fonte di diversificazione
Liquidità o strumenti monetari5%15.000 €Mantengono una quota a bassa volatilità disponibile senza dover vendere altri investimenti durante una fase negativa dei mercati

Si tratta naturalmente di una ripartizione esemplificativa. Le percentuali cambiano in base all’età di chi ha ricevuto la vincita, agli obiettivi, alla durata dell’investimento e al rischio che può sostenere.

Con il tempo, inoltre, l’andamento dei mercati può modificare i pesi iniziali. Se le azioni crescono e passano dal 50% al 60% del portafoglio, una parte maggiore della vincita risulta esposta alle loro oscillazioni. Il ribilanciamento serve proprio a riportare le diverse componenti verso le percentuali stabilite.

Mantenere i pesi desiderati risolve una parte del problema, ma non dice ancora quale rendimento rimarrà effettivamente all’investitore. A determinarlo contribuiscono fiscalità e costi.

5. Considerare la fiscalità

In Italia molti redditi finanziari sono soggetti all’aliquota del 26%, mentre ai Titoli di Stato italiani e agli altri titoli pubblici ammessi al regime agevolato si applica il 12,5%.

StrumentoTrattamento fiscale principale
Azioni26% sulle plusvalenze imponibili
Obbligazioni societarie26%
Fondi ed ETF26%, con trattamento agevolato della componente riferibile ai titoli pubblici ammessi
Titoli di Stato italiani12,5%
Titoli pubblici ammessi al regime agevolato12,5%

6. Valutare l’effetto del tempo

I rendimenti mantenuti nell’investimento possono produrre a loro volta nuovi rendimenti e modificare il risultato finale.

Considerando un esempio puramente matematico, 300.000 euro con un rendimento medio ipotetico del 4% annuo, interamente reinvestito, arriverebbero a circa 444.000 euro dopo dieci anni e a circa 657.000 euro dopo vent’anni, prima di costi e imposte.

Il 4% non è un rendimento garantito e soprattutto non arriverà necessariamente in maniera regolare. Un portafoglio può attraversare anni negativi e recuperare successivamente, motivo per cui rendimento medio, volatilità e durata devono essere letti insieme.

L’ordine con cui si susseguono anni positivi e negativi diventa ancora più importante quando dal patrimonio iniziano a essere effettuati prelievi.

Quali errori evitare quando si investe una vincita

Gestire una vincita richiede la massima attenzione. Alcune scelte possono infatti ridurre il capitale nel tempo o esporlo a rischi non necessari.

Tra quelle da evitare rientrano:

  • aumentare troppo le spese, con cifre elevate destinate ad auto, seconde case, viaggi o regali che possono ridurre rapidamente il patrimonio e generare nuovi costi;
  • pensare di poter vivere di rendita senza fare i calcoli, con prelievi annuali che il patrimonio potrebbe non riuscire a sostenere nel tempo;
  • concentrare il patrimonio in pochi titoli, settori, mercati o immobili, con perdite potenzialmente più pesanti se uno di questi investimenti perde valore;
  • scegliere un investimento soltanto per i rendimenti ottenuti in passato, senza valutarne i rischi e la coerenza con i propri obiettivi;
  • assumere un rischio difficile da sostenere, che può portare a vendere gli investimenti durante una fase negativa dei mercati per timore di ulteriori perdite;
  • accettare una proposta finanziaria senza comprenderla, senza verificare dove viene investito il denaro, quali rischi comporta e quali costi prevede.

Perché affidarsi a Moneyfarm

Affidarsi a Moneyfarm offre prima di tutto il vantaggio di non dover gestire da soli un patrimonio diventato improvvisamente più consistente. Il supporto dei consulenti si affianca a servizi pensati per esigenze differenti, dalla gestione degli investimenti alla previdenza.

La Gestione Patrimoniale, particolarmente adatta al caso di una somma elevata da investire, prevede la costruzione e il monitoraggio di un portafoglio diversificato, con interventi di ribilanciamento quando necessari.

Moneyfarm opera, inoltre, come sostituto d’imposta nel regime gestito, occupandosi direttamente dei relativi adempimenti fiscali.

Tra i servizi disponibili rientra anche il Fondo Pensione Moneyfarm, che può essere preso in considerazione quando una parte della vincita viene destinata alla previdenza complementare e offre i benefici fiscali previsti dalla normativa.

In questo modo investimenti e previdenza possono essere gestiti all’interno dello stesso percorso, mantenendo visibilità sul proprio patrimonio e sulle scelte effettuate.

Domande frequenti

Quanto denaro di una vincita bisogna mantenere liquido?

Dipende dalle spese e dagli impegni previsti. Circa sei mesi di spese essenziali possono rappresentare un riferimento iniziale, ai quali aggiungere le somme necessarie per progetti di breve periodo.

Conviene lasciare una vincita sul conto corrente?

Mantenere una parte della vincita disponibile può essere necessario, ma lasciare l’intera somma sul conto per anni espone il denaro alla perdita di potere d’acquisto dovuta all’inflazione.

Conviene estinguere il mutuo o investire la vincita?

La scelta dipende dal tasso del finanziamento, dagli interessi ancora dovuti, dalla durata residua e dagli eventuali costi di estinzione, da confrontare con rischio e rendimento potenziale dell’investimento.

Meglio investire una vincita subito o gradualmente?

Un ingresso graduale distribuisce gli acquisti in momenti differenti e riduce il rischio legato a un unico momento d’ingresso. Investire subito consente invece all’intero capitale di partecipare immediatamente all’andamento dei mercati.

Come diversificare una vincita?

La parte destinata al lungo periodo può essere distribuita tra azioni, obbligazioni, materie prime, attività reali e liquidità. Le percentuali dipendono dagli obiettivi, dalla durata dell’investimento e dal rischio sostenibile.

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*Investire in strumenti finanziari comporta rischi inerenti, tra cui perdita di capitale, fluttuazioni del mercato e rischio di liquidità. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. È importante considerare la tua tolleranza al rischio e gli obiettivi d’investimento prima di procedere.

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