Dall’energia all’inflazione, ecco i fattori chiave per gli investimenti

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Nel consueto appuntamento video mensile, il nostro Senior Portfolio Manager e Head of Research, Roberto Rossignoli, fa il punto della situazione sull’andamento dei mercati nelle ultime settimane. Se preferisci, puoi trovare la versione scritta qui sotto.

Marzo è stato un mese decisamente complicato per i mercati globali, dominato quasi interamente dall’escalation del conflitto in Medio Oriente, con i continui scambi di attacchi tra Stati Uniti, Israele e Iran.

È stata una fase complessa anche da un punto di vista psicologico per gli operatori. Abbiamo visto gli investitori ‘intrappolati’ in una sorta di circolo vizioso: tutti guardavano i mercati cercando di capire di cosa fossero ‘convinti’ gli altri, per poi alimentare le proprie analisi. Di fronte a un evento dal potenziale esito così binario (da una parte un accordo, dall’altra un’escalation totale) intervenire drasticamente è molto difficile.

Quello che stiamo vivendo è, in gergo tecnico, un evento a ‘theta negativo’: significa che, in assenza di una rapida risoluzione, il semplice passare del tempo ‘costa’ ai portafogli e logora i mercati.

I numeri di marzo parlano chiaro: le Borse globali hanno perso circa il 7%, accelerando il calo nella seconda metà del mese. Il nodo cruciale resta l’energia: con il blocco dello Stretto di Hormuz, il petrolio ha superato i 100 dollari al barile, trascinando al rialzo i prezzi di tutte le materie prime energetiche.

Cosa significa questo per l’economia? È ancora presto per vedere questo evento riflesso sui dati macroeconomici reali, ed è utile monitorare invece le aspettative. Le stime sull’inflazione per il 2026 sono state immediatamente riviste al rialzo, soprattutto in Asia ed Europa, mentre per quanto riguarda la crescita economica, ci è voluta qualche settimana in più, ma verso fine mese abbiamo iniziato a vedere una chiara revisione al ribasso anche per le stime del Pil globale.

Scendendo nei dettagli delle varie asset class, a parte le performance negative di obbligazionario e azionario, la sorpresa è arrivata dall’oro. Guardando alla storia, ci si aspetterebbe una corsa al bene rifugio per eccellenza. Invece, a marzo l’oro è stato tra gli asset più deboli. Il motivo? Molti investitori hanno deciso di incassare i profitti accumulati dopo la forte corsa dell’ultimo anno, per cercare di coprire le perdite subite altrove. Inoltre, anche l’oro, come le obbligazioni, potrebbe soffrire in caso di forte risalita dei tassi.

Veniamo infine ai vostri portafogli Moneyfarm. I portafogli sono scesi, anche se in maniera graduale rispetto al mercato. Abbiamo implementato alcune mosse tattiche nel corso del mese come la riduzione delle scadenze nella componente obbligazionaria o l’incremento degli ETF legati all’energia nelle linee tematiche, che nel complesso hanno aiutato. 

Domanda del mese

La domanda chiave che tutti ci poniamo in queste ore è ovviamente: quanto durerà? È difficile saperlo. Gli attacchi alle infrastrutture energetiche significano che, anche in caso di de-escalation, la produzione impiegherà tempo per riprendersi. Tuttavia, stiamo cogliendo qualche piccolo e timido segnale di progresso per quanto riguarda il passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz. L’assunto principale del mercato, ad oggi, è che il conflitto sarà relativamente breve. Se così non fosse, l’impatto sull’economia globale diventerebbe più pesante.

Dato del mese

Il numero del mese è il 6, come le mosse sui tassi della Bank of England che i mercati hanno riprezzato nell’arco di appena due settimane: siamo passati dalla previsione di due tagli per i prossimi 12 mesi alla prospettiva di ben quattro o cinque rialzi. Un’inversione di rotta violenta e senza precedenti. In Europa è andata solo un po’ meglio: siamo passati dall’attesa di un taglio all’ipotesi di tre o quattro rialzi. Un movimento comunque importante, che ha spinto il rendimento del Bund decennale tedesco ai livelli più alti dal 2011.

È stato un mese sfidante, ma abbiamo ancora molti assi nella manica per migliorare ulteriormente la diversificazione e superare al meglio quest’anno. Come sempre, mantenere la lucidità e una prospettiva di lungo termine è l’antidoto migliore contro la volatilità.

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*Investire in strumenti finanziari comporta rischi inerenti, tra cui perdita di capitale, fluttuazioni del mercato e rischio di liquidità. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. È importante considerare la tua tolleranza al rischio e gli obiettivi d’investimento prima di procedere.

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