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Presidenziali USA: quale sarà l’impatto sui mercati

Diverse sorprese hanno caratterizzato la corsa alle presidenziali USA. I favoriti sono inciampati al primo ostacolo, i candidati che venivano considerati fuori dai giochi sono in testa e un pubblico di oltre 80 milioni di persone si è sintonizzato sul primo confronto. Ma che significa tutto questo per i mercati finanziari, l’economia globale e, in ultima istanza, i tuoi investimenti?

L’impatto delle elezioni presidenziali USA sui mercati finanziari.

Ciò che i mercati odiano più di ogni altra cosa è l’incertezza. Ne abbiamo visto l’impatto dopo il Referendum europeo, e le elezioni USA si stanno avviando lungo la stessa corsa a ostacoli.

È una volatilità la cui causa principale è da rintracciare nella dipartita di un presidente dal doppio mandato. Obama è stato presidente per 8 anni e questo ha determinato un certo grado di stabilità, oltre alle politiche sociali e, in generale, a un mondo di più facile comprensione.

Secondo Merrill Lynch, dal 1928, il benchmark azionario Standard and Poor’s 500 è sempre sceso in media del 2.8% all’anno quando un presidente non cercava la rielezione. Questo perché chi è in carica dà la priorità alla stabilità, vuole dimostrare che l’economia è in crescita e la disoccupazione in calo; cose che conquistano la fiducia dell’elettorato, confermano la bontà del suo operato e rafforzano i mercati.

Quando invece un presidente in carica non dà certezze, la volatilità aumenta. E quest’anno la situazione è aggravata dal fatto che si è presentato un candidato con scarsa esperienza politica. Ciò significa che non sappiamo come tratterà con il Congresso e con il Senato e quanto sostegno gli assicurerà; quindi, in ultima analisi, non sappiamo come verrà guidata la più grande potenza economica del mondo. Questo ulteriore livello di incertezza è destinato a rendere i mercati nervosi e ad aumentare la volatilità, in particolare nelle settimane a cavallo delle elezioni.

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La scelta di un approccio bilanciato agli investimenti.

Gli investitori devono essere consapevoli che il rischio viene da entrambi i lati. Se abbiamo imparato qualcosa da queste elezioni è che le parole sono importanti. Le posizioni estreme possono influenzare significativamente il mercato, lo abbiamo già visto con le valute dei mercati emergenti e lo rivedremo con l’approssimarsi dell’8 novembre.

L’incertezza si manifesta anche nella forma di una decisione della Banca Centrale USA sui tassi di interesse. I suoi portavoce hanno lasciato capire che un aumento dei tassi di interesse potrebbe già arrivare a dicembre non appena gli Stati Uniti cercheranno di normalizzare l’economia.

Gli investitori devono evitare di concentrare l’assunzione di rischio nella corsa alle elezioni, un portafoglio deve essere bilanciato in modo da resistere alla tempesta su entrambi i fronti. Il 2016 verrà ricordato come uno degli anni più volatili, non ci sono segnali che possano far pensare a un’imminente inversione di rotta. L’unica salvezza che ci suggerisce l’esperienza è che potremmo assistere a una ripresa del mercato nel 2017, poiché il primo anno di un nuovo mandato presidenziale vede sempre crescere i mercati in media del 6%.

Resta comunque il fatto che con le elezioni in Germania e in Francia nel 2017 gli investitori dovranno gestire il rischio molto più di quanto abbiano fatto in passato.

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